Archive for the ‘pensieri’ Category

ma dove lo trovi il tempo?

Si discuteva tra amici qualche sera fa sulla mancanza di tempo libero per le nostre passioni e della fatica che si fa anche solo a occuparsi di piccoli momenti extra lavorativi come tenere un blog, fare un corso di qualcosa che ci interessa, seguire attività varie e conciliare ovviamente il tutto con la famiglia. Argomento che tutti riconosciamo come vero: chi si è letto gli infiniti saggi sulla ricchezza della nostra epoca (che, appunto, è il tempo libero), chi semplicemente vorrebbe uno stile di vita diverso - e vai di discussioni sui massimi sistemi - e chi, d’altro canto, si chiede cosa ce ne faremmo di tutto quel tempo vuoto da doveri. Io qualche idea ce l’avrei, a dir il vero. La discussione potrebbe andare avanti per ore. Già Aristotele comunque, sosteneva che lo scopo del lavorare è il guadagno del tempo libero, e sì che di tempo in più rispetto a noi da godersi durante il giorno ne avranno avuto. Ma forse, per restare sul classico,  a volte è come diceva Seneca: non è che abbiamo poco tempo, è che ne perdiamo molto. Questo include tutte le occasioni nelle quali siamo dove non vorremmo essere anche quando avremmo potuto scegliere, quando non facciamo ciò che ci piace ma ciò che pensiamo di dover fare. E non c’è cosa più triste!

moderntimes

 

sweet valentine

Festa che non festeggio… ma ho trovato questa cosa così carina che non posso evitare di parlarne.

love-blossoms-by-danny-brown-for-mulberry

image credit

Da questo sito potrete spedire un semino che diventerà un bocciolo di fiore unico, seppur virtuale. Usando un particolare tipo di programmazione, ogni fiore che viene generato dai semi colorati che vedete sarà diverso da ogni altro e verrà spedito al destinatario via mail domani, 14 febbraio, nel giorno degli innamorati. Che romanticheria moderna!

 

parola d’ordine

Vi siete guardati in giro? Ma come, non la sapete?

burlesque

Direi proprio che è “burlesque”! Ci ha messo un poco a farsi strada anche da noi, ma in questo periodo ormai campeggia in film, reality show, corsi per casalinghe che vogliono ridestare desideri sopiti nei mariti annoiati e ovviamente tra i vip, specie nella musica (Madonna, Aguilera, Lady Gaga…). Anche se cerchi di ignorarla, da qualche parte rispunta fuori la magica parolina. Ci sono siti interamente dedicati all’argomento (non ve li linko, ma ci mettete qualche secondo a scovarne di ogni genere), manifestazioni, serate. Nasce come genere di spettacolo parodistico nell’Ottocento, ed è stato riportato in voga - a memoria di donna - da Dita Von Teese, e da allora sempre più persone si sono appassionate a questo stile ammiccante e sensuale, sembra che faccia proprio impazzire gli uomini. Tu me fait tourner la tête…

 

benzina, quanto ci costi

In questi giorni gira molto un video che mostra le condizioni di vita e il degrado dell’ambiente nei paesi dove viene estratto il petrolio. Cose già viste e già sentite, che spesso ci dimentichiamo perchè sono lontane dai nostri occhi, come tante altre tragedie di questo mondo. E’ il compromesso che accettiamo per vivere una vita più o meno serena, nonostante tutto quello che accade in altre parti del pianeta. Trovo giusto sensibilizzare, cercare di far ricordare anche a chi sembra non volerlo fare, quanto ci costa lo stile di vita che ci ostiniamo a condurre. Questo, però, dovrebbe portarci a una volontà di cambiamento, anche se è difficile contrastare gli interessi dei grossi produttori mondiali (di qualsiasi cosa)…Dunque va bene, cominciamo a guardare le pubblicità belle e rassicuranti con altri occhi, come l’incarto di una sozzura che cercano di coprire, ma ricordiamoci che i “cattivi” non sono solo quelli, e che noi possiamo e dobbiamo cercare di cambiare le cose!

petrolio

 

biomania

E bio sia! Sì, me ne rendo perfettamente conto. Sono iper attenta a quello che compro e mangio, in una forma che forse è una mania. Ciò non significa che compro tutto bio e via dicendo, tutt’altro. Cerco, però, di favorire prodotti a kilometri zero, che provengono dalle terre dei dintorni rispetto a dove vivo e prodotti in Italia, insomma. Niente nazionalismi, in questa scelta. Leggo le etichette, evito le materie truccate o troppo piene di additivi chimici. E’ dura! Significa fare del consumo critico, impiegare un sacco di tempo in più per fare la spesa e molte energie (se posso vado a piedi, tra l’altro). Non lo faccio per sentirmi dire brava e avere una pacca sulla spalla, soltanto perchè è più forte di me preoccuparmi per la mia salute e per quella del mondo, anche se nel mio micro ambiente. Forse solo così riuscirò a fare davvero qualcosa di concreto, da piccola goccia nel mare. Questo comprende tutta un’altra serie di comportamenti sui quali non mi dilungherò in questo post. Mi hanno regalato dei biscotti bio e la prima cosa che ho fatto a casa è leggerne l’etichetta: non dice da dove provengono le materie con cui sono fatti, ma solo che l’hanno impacchettato in Italia. Sto ancora cercando di capire dove stia l’inghippo nello specificare per tutti i prodotti il luogo di provenienza, come accade invece per le carni dopo eventi mortiferi del passato. Retoricamente mi chiedo, sarebbe un diritto saperlo? In questi periodi di polemiche costanti e di sempre più ampia consapevolezza della necessità di cambiare i nostri stili di vita, ci si trova un po’ sperduti alla ricerca della “retta via”.

come-bio-vuole

 

frenesia di capodanno

Secondo le mie osservazioni per questo evento dell’anno ci si può dividere in tre grandi categorie: menefreghisti, appassionati, compagnoni. Volevo farvi un test da giornaletto, ma lo saprete meglio di me a quale vi adattate. Si accettano suggerimenti con basi dimostrabili per l’esistenza di ulteriori categorie!

go-home-new-years

Menefreghisti: odio Capodanno, questa necessità di divertirsi per forza, di dover fare qualcosa di speciale. Io resto in casa, al massimo vengono i soliti amici a giocare a Risiko e entro mezzanotte siamo già a letto, così non vedo neanche i fuochi d’artificio che mi danno pure fastidio.

Appassionati: categoria contraria alla precedente. Organizzano mesi in anticipo destinazione e tipologia dei festeggiamenti, spesso organizzano feste e cenoni con decine di invitati, alle volte costretti forzatamente a divertirsi al ritmo dei trenini ollellè ollallà.

new_year__s_eve_in_a_tube_by_nonnirianimmagine di Nonnirian in Deviantart

Compagnoni: si divertono in qualsiasi situazione perchè fanno parte di un gruppo storico o comunque ben assortito, all’interno del quale si sentono a proprio agio. Qualche giro di bibita e la festa si accende in ogni luogo e con chiunque abbia voglia di unirsi.

Qualunque sia la vostra categoria, vi auguro che comunque passiate come volete questo giorno e che vi diate da fare perchè il 2011 sia migliore dell’anno passato!

capodanno-2011

 

la sottile linea

odi et amo. quare id faciam

fortasse requiris.

nescio, sed fieri sentio

et excrucior.

odi_et_amo__love_and_hate_by_genuine_anguisetteimmagine: Genuine Anguisette in Deviantart

Questo avevo graffittato su una parete della mia camera ai tempi di scuola: stamattina mi sono svegliata con le stesse parole ripetute seguendone la metrica (l’unica poesia della quale abbia mai imparato l’esatta pronuncia). Suona tipo “odì et amò quarè id faciàm” ecc., e mi stupisco di saperla ancora a memoria. Non è solo a causa della sua brevità, penso mi avesse davvero colpito nel profondo questa capacità di leggere l’ambivalenza dei sentimenti, come un filo che collegasse un antico umano a me che dopo secoli leggevo le sue parole. La traduzione è uno spreco di senso, ma significa più o meno: odio e amo. forse mi chiedi come faccia. non lo so, e mi tormenta.

 

la competizione è donna

Così dice la pubblicità di una vettura, dove una donna si finge interessata sessualmente ad un’altra solo per rubarle il vestito che fa pendant con il colore della sua nuova macchina… Ora, datemi un motivo per il quale questa pubblicità dovrebbe essere interessante o bella, al di là delle due modelle che la mettono in scena. Ma forse la cosa che più mi infastidisce è: perchè la competizione è donna? Perchè la donna deve sempre sentirsi giudicata, a partire dal suo aspetto fisico? Non credo poi che la competitività sia un elemento distintivo della donna, anzi, e qui nella mia mente si snocciolano esempi a non finire. Comunque chapeau ai pubblicitari che se la sono inventata: se riuscite a sedurre le donne con altre donne in un miscuglio di allusioni sessuali, avete raggiunto l’apice.

corpo-donna-in-vendita

Per chi fosse interessato all’argomento consiglio la visione de “Il corpo delle donne“, un documentario - che vale più di molte argomentazioni - di Lorella Zanardo e la lettura del libro.

 

zeitgeist 2010

Come ogni anno, mi incuriosisco alla funzione aggiunta da Google di poter interpretare i dati a livello globale di quello che la gente va cercando tutti i dì sui motori di ricerca. Nominandoli, una punta di nostalgia mi piglia quando ripenso alla fine degli anni ‘90, quando faticavo a comprendere bene cosa fossero davvero, questi motori di ricerca. Mi spiegarono che sono dei grossi indici che ti facilitano nella ricerca dei siti. Da allora, molto è cambiato, ma ciò che conta è l’uso che se ne può fare e viceversa. Anche se tutte le informazioni sono anonime, non vi dà una sensazione di poter essere controllati in quello che fate?

power-google

Tra parole e persone che non conosco, scorro le classifiche mondiali: in testa chatroulette (sapevate che esiste? E’ il primo risultato in assoluto. A quanto ho capito si può chattare con gente sparsa per il pianeta, come una roulette dove non sai chi ti capita. Mah!), iPad, un tale Justin Bieber (perdonatemi, scopro solo ora chi è!) in ascesa insieme a Katy Perry. Anche in Italia il primo risultato è lo stesso del resto del mondo, seguito tra gli altri da stipendi nelle pubbliche amministrazioni e waka waka. I termini più popolari in assoluto sono Facebook e Youtoube, oltre che la Finanziaria e gli stipendi pubblici, nella ricerca del significato dei termini troneggia bunga-bunga (sic!), bischero, concussione e sarcasmo (trovo che siano interessanti accostati). Chissà quanta gente poi avrà usato la ricetta dei cazzilli palermitani.

 

nel frattempo

Accendo il pc, mentre aspetto che carichi metto anche su l’acqua per il tè, poi accedo al sistema, ora che si attacchi internet vado a stendere il bucato, che poi devo fare una telefonata. Starò parlando su skype ma posso cercare anche qualche notizia su google, farò soltanto delle pause più lunghe al telefono, dissimulando alla perfezione. Questo è essere multitasking. Un tempo ci mettevo due ore a fare tutto quello che ora risolvo in mezz’ora, non avevo la nozione “nel frattempo”. Non pensavo a come risparmiare un minuto delle mie ore libere incastrando ogni singola operazione come un tetris splendido di micro attività. Ero dispendiosa, addirittura sprecona di tempo. Tutto è cominciato in cucina, il giorno in cui ho capito che eravamo diventati grandi e tu mi hai detto “Perchè nel frattempo non lavi l’insalata mentre scaldi la minestra e affetti il pane? Il soffritto basta che lo guardi, deve appena imbiondirsi la cipolla.”

durga