Archive for the ‘pensieri’ Category

essere internazionali?

Quando si parla di buona convivenza… Volevo solo raccontarvi un fatto che mi ha piacevolmente stupito e stimolato una serie di riflessioni. In breve, giorni fa ho visto una pubblicità che promuove una tariffa telefonica su di un autobus, scritta completamente in rumeno. E’ la prima volta che mi accade di vedere una pubblicità di un servizio in una lingua che non sia ovviamente inglese o simili, e ne sono rimasta colpita perchè ho pensato che alle volte il marketing arriva prima di tutto il resto.

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Procrastination

Esattamente quello che stavo pensando, mentre sono incappata in questo splendido video…

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                                                                                                   procrastination

 

Blocco dello scrittore?

Nessun problema. Clicca qui, e potrai creare un micro racconto che usa sì le tue parole, ma te le combina e magari ti risolve il passaggio che proprio non riuscivi a collegare… Non c’è da stupirsi, è la tecnologia baby!

robot

 

versi notturni

Ieri sera, anzi, tarda notte, rientrando in casa ho sentito un verso strano in giardino. E’ durato un bel po’, e ho cercato di memorizzarlo per poter capire di che uccello notturno si trattasse. Di solito cerco di riprodurlo alla bell’e meglio per mio padre che è come un’enciclopedia vivente e che, avendone allevati parecchi, sa subito interpretare i miei gorgheggi bizzarri e indirizzarmi verso l’animale giusto. Oggi, però, non potendolo sentire ho provato a cercare su internet - ormai il risolutore di ogni discussione e dubbio, sic - sperando che ci fosse un equivalente del mio babbo: un sito dove provi a emettere i tuoi gorgheggi e un programma li elabora proponendoti una serie di animali che potrebbero risultare compatibili con i versi emessi. Invece, molto più semplicemente, c’è un’enciclopedia sonora. Ho pensato che sia una cosa bellissima, non l’avevo mai consultata e ho pure trovato l’animaletto in questione appagando la mia curiosità. In fondo mi rimane una malsana idea di chiedere a qualcuno che inventi questo programmino…esiste già? Non sarebbe niente male!

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sull’arte

Non sarà mai finita questa discussione. Per alimentarla un po’, tra i vari testi che ultimamente affollano le mie serate mi sto leggendo un manualone sull’economia dell’arte, da cui cito testualmente:

” (…) il critico è al servizio del modello ufficiale di fruizione, da cui il nonsenso è generato; si dà quindi da fare per convincere il consumatore a non cercare di dare un senso alla propria esperienza estetica: nell’arte, sostiene, bisogna entrare per “gustarne i misteri senza turbarli con l’obbligatorietà di una spiegazione.”

L’intenzione, nel testo, è assolutamente critica e contraria a questo atteggiamento, che è poi quello normalmente adottato invece dai critici d’arte quando spiegano le cose alle persone comuni. Suppongo anche che qualcuno nel leggere sarà sobbalzato all’uso del termine “consumatore” d’arte, perchè - e cito sempre il testo - “l’arte non si consuma, si fruisce”. Pure qui l’accento è marcatamente ironico. E ora come la mettiamo? Mi mancano ancora quattrocento pagine, ma sto incontrando molte possibili spiegazioni ai miei dubbi di sempre…

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La prossima catastrofe

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Come spesso accade dopo una tragedia, per lucrare un po’ sullo spavento del mondo intero, qualche giornalista si prende la briga di intervistare i geologi per sapere dove succederà la prossima catastrofe e farci su un articolo. Non vi spaventate per la vostra incolumità, sembra che l’attività sismica più degna di nota per i tempi futuri riguardi altre zone della Terra rispetto a dove siamo noi ora, e cioè il delta del Mississippi negli Stati Uniti, l’Anatolia in Turchia, la placca pacifica in Australia, il Nepal e il Giappone. Non sono esperta ma voglio sperare che se ci sono previsioni qualcuno dia retta agli studiosi prima che un terremoto accada. Qui, tra i vari siti, potete trovare altre notizie: ovviamente c’è un sacco di gente che fa previsioni da sempre sull’argomento e se siete interessati lo saprete meglio di me e del signore che ha scritto l’articolo per il panico generale!

 

Tecnologie, vi stupite ancora?

Io sì, ogni volta! Perciò vi accenno oggi solo a due cosette nuove presentate al Ces (Consumer Electronic Show) 2010 e che sono davvero sbalorditive, se non ne avete già sentito parlare.

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L’innovazione che forse avrà più seguito su larga scala sono i Tablet, tavolette che fungono da lettori di e-book. Prototipi di slate pc portatili, ultra piatti con touch screen (qui per una lista dettagliata e commenti). Per quanto riguarda iSlate di Apple, di cui si sa ben poco, si stima che quest’anno potrebbero venderne già 10 milioni, sulla scia del successo di iPhone - e, a dir il vero, di quasi tutte le proposte Apple!-.

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Dell’aspetto ludico vi presento un videogioco divenuto realtà: ne ignoro i costi, ma volete mettere comandare il vostro elicotterino in wi-fi, vedendo le immagini riprese direttamente da lui e una serie di comandi invidiabili? Tutto ciò mi fa pensare, ogni volta, alla faccia di mio nonno, suppergiù quindici anni fa, quando gli ho abbiamo mostrato il cellulare di papà.

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Pillole/2

Per finire bene la settimana, siccome ci sto riflettendo ancora su (da sempre?)…

“Bisogna crescere lentamente e assicurarsi che il prossimo passo scaturisca da ciò che in precedenza ha messo radici nelle percezioni e nelle attitudini della gente, dalla consapevolezza di quel che si vuole ottenere e delle circostanze in cui è possibile ottenerlo. Non ha alcun senso esporre se stessi e gli altri al rischio di essere annientati quando non si possiede una base sociale attraverso la quale si possono difendere le proprie conquiste.”

Siamo ancora in tempo prima che la prossima generazione ritenga un modello valido nonché l’unico degno di interesse quella superficie colorata, plasticosa e perfetta che le stiamo offrendo?

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Tasse

(E io che pensavo che solo qui si ciucciassero tanti dei nostri soldi!)

 

Google e la Cina

Ieri mi premeva parlare di questo fatto appena accaduto: Google ha detto basta al governo cinese, non accetterà più le richieste di imporre filtri ai contenuti del web. Mi raccontava un’amica occidentale recatasi in Cina che cercava di vedersi vari siti, chessò, come la Repubblica o altri giornali italiani, e poteva leggerne solo alcune parti. Non si aprivano proprio i contenuti. Mentre me lo raccontava pensavo che fosse una cosa pazzesca, una censura così visibile. Di solito siamo abituati a manovre più astute, giri di parole tesi a confonderci, vortici del silenzio.

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Così ieri Google ha preso una posizione ben rischiosa, forte della sua potenza commerciale, e ha detto no dopo aver subito tentativi di attacchi informatici per carpire informazioni riservate sugli utenti. La Cina dal canto suo ha condannato gli attacchi, vietati dalla legge, aggiungendo in tono pacato che tutto va svolto sempre in accordo con le leggi della Cina (suggerendo così che se il motore di ricerca più famoso al mondo non si adegua alla storia dei filtri come ha sempre fatto, non potrà fare a lungo affari con questo paese).

Google non può rinunciare al mercato cinese, così come la Cina non può rinunciare a Google, anche se esistono altri motori di ricerca e ieri hanno ottenuto i loro guadagni sul mercato azionistico, facendosi strada pian piano e mantenendo le loro posizioni di concorrenza. Stiamo a vedere chi la vince.