Archive for January, 2010

Le montagne di Avatar

Sto ancora aspettando il momento propizio per andare a vederlo, impegni permettendo. Sì perchè il film che senza dubbio tutti voi avete sentito nominare, ha sbancato il botteghino con incassi record e commenti molto positivi di critica e pubblico, non solo per la nuova tecnologia 3d che lo caratterizza come potenziale capostipite di un nuovo modo di concepire le pellicole in tridimensionale.

Esiste un luogo dove la storia si svolge, e per chi lo ha visto, ecco dov’è.

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Si chiamano “Hallelujah Mountains” nel film e sono sospese nel vuoto, tra mostri e animali strani che vi sfrecciano attorno. Ma nel mondo reale il luogo che ha ispirato tutto questo è la Southern Sky Column, una delle torri di roccia alte oltre 1000 metri che si trova nel parco della foresta nazionale di Zhangjiajie, nella provincia cinese dello Hunan. Il regista James Cameron per la scenografia si è affidato ai suggerimenti di un fotografo che era stato lì per un servizio e il governo ne sta giustamente approfittando per promuovere il turismo naturale in posti così meravigliosi (ma non avevano censurato il film a favore di Confucio?). Il messaggio ambientalista del film sta già facendo il giro del mondo. Facendo leva su quanto accade nel film, dove i nativi piangono la distruzione della loro foresta, esattamente quello che accade anche a molti popoli indigeni sul nostro pianeta, Survival International, l’organizzazione che aiuta i popoli indigeni della Terra, cerca di sensibilizzare il mondo verso il problema.

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Dorian Grey

E’ un libro che avrete letto quasi tutti, a chi sarà piaciuto e a chi meno. A me parecchio, splendido Oscar Wilde, e ciò forse limita il mio giudizio sul film che da questo libro è tratto.

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La storia racconta del giovane elegante e puro Dorian Gray, giunto a Londra per godersi l’eredità del vecchio nonno morto. Qui incontra un pittore con il quale fa amicizia e che lo ritrae nella sua splendida bellezza in un quadro che coglie l’aspetto più vero del giovane, del quale egli stesso è quasi geloso, sentimento che lo porterà a desiderare di essere per sempre puro come sembra in quel ritratto. Nello studio dell’amico conosce anche Lord Wotton, esteta cinico che catturerà le attenzioni di Dorian con i suoi paradossi e aforismi, e che gli aprirà le porte del vizio corrodendone l’anima. Nel frattempo il quadro che lo vede ritratto assume tutte le impurità dell’animo di Dorian, che rimane nel corpo esattamente come il giorno del ritratto.

Bella la fotografia, a tratti molto dark, ma è davvero difficile tentare l’impresa…Per quanto il regista - che già si era confrontato con altre opere di Wilde - si sforzi, sembra rimanere sempre sulla superficie, e il protagonista (per me Dorian rimarrà come me lo ero immaginato, bellissimo e alquanto diverso da Ben Barnes) non comunica fino in fondo i tormenti di un antieroe come Dorian, a tratti troppo ridondante nel suo culto totale per l’estetica e l’edonismo. L’aggiunta di personaggi ed elementi estranei al libro nell’epilogo risulta superflua a mio parere, modificando la struttura di un’opera di per sè già completa.

Ps: ho allegato la locandina originale del film e ho notato che gli hanno colorato - non si sa ben perchè - gli occhi di azzurro, bèccati!

 

Tecnologie, vi stupite ancora?

Io sì, ogni volta! Perciò vi accenno oggi solo a due cosette nuove presentate al Ces (Consumer Electronic Show) 2010 e che sono davvero sbalorditive, se non ne avete già sentito parlare.

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L’innovazione che forse avrà più seguito su larga scala sono i Tablet, tavolette che fungono da lettori di e-book. Prototipi di slate pc portatili, ultra piatti con touch screen (qui per una lista dettagliata e commenti). Per quanto riguarda iSlate di Apple, di cui si sa ben poco, si stima che quest’anno potrebbero venderne già 10 milioni, sulla scia del successo di iPhone - e, a dir il vero, di quasi tutte le proposte Apple!-.

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Dell’aspetto ludico vi presento un videogioco divenuto realtà: ne ignoro i costi, ma volete mettere comandare il vostro elicotterino in wi-fi, vedendo le immagini riprese direttamente da lui e una serie di comandi invidiabili? Tutto ciò mi fa pensare, ogni volta, alla faccia di mio nonno, suppergiù quindici anni fa, quando gli ho abbiamo mostrato il cellulare di papà.

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Pillole/2

Per finire bene la settimana, siccome ci sto riflettendo ancora su (da sempre?)…

“Bisogna crescere lentamente e assicurarsi che il prossimo passo scaturisca da ciò che in precedenza ha messo radici nelle percezioni e nelle attitudini della gente, dalla consapevolezza di quel che si vuole ottenere e delle circostanze in cui è possibile ottenerlo. Non ha alcun senso esporre se stessi e gli altri al rischio di essere annientati quando non si possiede una base sociale attraverso la quale si possono difendere le proprie conquiste.”

Siamo ancora in tempo prima che la prossima generazione ritenga un modello valido nonché l’unico degno di interesse quella superficie colorata, plasticosa e perfetta che le stiamo offrendo?

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Tasse

(E io che pensavo che solo qui si ciucciassero tanti dei nostri soldi!)

 

Google e la Cina

Ieri mi premeva parlare di questo fatto appena accaduto: Google ha detto basta al governo cinese, non accetterà più le richieste di imporre filtri ai contenuti del web. Mi raccontava un’amica occidentale recatasi in Cina che cercava di vedersi vari siti, chessò, come la Repubblica o altri giornali italiani, e poteva leggerne solo alcune parti. Non si aprivano proprio i contenuti. Mentre me lo raccontava pensavo che fosse una cosa pazzesca, una censura così visibile. Di solito siamo abituati a manovre più astute, giri di parole tesi a confonderci, vortici del silenzio.

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Così ieri Google ha preso una posizione ben rischiosa, forte della sua potenza commerciale, e ha detto no dopo aver subito tentativi di attacchi informatici per carpire informazioni riservate sugli utenti. La Cina dal canto suo ha condannato gli attacchi, vietati dalla legge, aggiungendo in tono pacato che tutto va svolto sempre in accordo con le leggi della Cina (suggerendo così che se il motore di ricerca più famoso al mondo non si adegua alla storia dei filtri come ha sempre fatto, non potrà fare a lungo affari con questo paese).

Google non può rinunciare al mercato cinese, così come la Cina non può rinunciare a Google, anche se esistono altri motori di ricerca e ieri hanno ottenuto i loro guadagni sul mercato azionistico, facendosi strada pian piano e mantenendo le loro posizioni di concorrenza. Stiamo a vedere chi la vince.

 

Gli abbracci spezzati

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Matteo Blanco era un regista, ora scrive sceneggiature con lo pseudonimo di Harry Caine (come gli spagnoli pronuncerebbero uragano in inglese), cieco dopo aver subito un incidente. Non parla mai della sua vita precedente, ma un giorno si trova a raccontare il suo passato al figlio della sua produttrice e amica Judit. Come una fiaba della buona notte, comincia il flash back che restituisce alla memoria tutto quanto ha vissuto prima di trasformarsi nell’Harry Caine del presente.

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Omaggio costante al cinema classico e a quello italiano in particolare (il titolo si riferisce a Viaggio in Italia di Rossellini) e ricco di autocitazioni (Chicas y maletas è chiaramente una parodia del suo Donne sull’orlo di una crisi di nervi), il film di Almodóvar gode dell’ottima interpretazione di Penelope Cruz, ma meno intenso di tanti suoi precedenti.

 

Libertà e bene comune

Ogni tanto fa bene qualche pillola.

“(…) è ridicolo parlare di libertà in una società dominata da enormi corporation. Che tipo di libertà esiste all’interno di una corporation? Sono istituzioni totalitarie: tu prendi ordini dall’alto e forse li impartisci a quelli sotto di te. (…) Quando a delle colossali, private e tiranniche istituzioni vengono concessi gli stessi (o maggiori) diritti degli esseri umani, la libertà diventa poco meno di uno scherzo. La soluzione non è limitare la libertà, ma scardinare il potere delle tirannie private.”

Tiè.

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Stampare in 3d

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Da diversi anni si sente parlare della magica stampante a tre dimensioni, che permette di realizzare oggetti veri in una lega di plastica molto resistente. Ora questa stampante open source con “soli” 950 dollaroni permette a qualsiasi utente di costruirsi i propri oggetti di design! On line, ovviamente, si è già creata una community che condivide i dati vettoriali per impostare la propria stampante e costruirsi, chessò, bicchieri di plastica, i giocatori del calcetto balilla (a quanti di voi sono rimasti senza le teste?) e… la testa di Tom Yorke, che ha messo sul suo sito i dati necessari. Evvai! A breve ci si aspettano le modifiche per realizzare oggetti ancora più grandi. Chissà quando potremo realizzare le nostre fantasie di dimensioni anche mastodontiche.

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Valzer con Bashir

In un bar una sera un amico racconta al regista israeliano Ari Folman l’incubo di essere rincorso da cani inferociti. Lo considera un effetto della guerra che ha combattuto in Libano, dove, non essendo in grado di uccidere esseri umani, gli fecero uccidere i cani che di notte abbaiavano al passaggio dei soldati. Ne uccise 26, e se lo ricorda ancora. In quel momento Folman si accorge di aver completamente rimosso quel periodo della sua vita, durante la guerra che condusse al massacro di Sabra e Chatila negli anni Ottanta. Ricostruendo attraverso le testimonianze dei suoi commilitoni e di altre persone che presero parte agli eventi, riesce a recuperare una memoria che credeva perduta.

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L’utilizzo di una tecnica di animazione che mescola il disegno tipico dei fumetti con la grafica realistica caratterizza tutto il film, con un effetto a tratti estraniante ed efficace soprattutto negli unici momenti dove l’animazione non è utilizzata, con un risultato di contrapposizione scioccante. Realizzato in ben quattro anni, alla sua uscita (un anno fa) il film è stato subito apprezzato su larga scala, oltre quel pubblico di nicchia al quale sembrava rivolto, e a ragione. Vincitore di un Golden Globe come miglior film straniero del 2009, questo film invita a riflettere, tutti, in una sorta di analisi collettiva a più livelli (non a caso diverse parti sono vere e proprie sedute dall’analista), per evitare di rimuovere e assumersi le responsabilità di quanto è accaduto tra israeliani e palestinesi. A tratti forse troppo giustificazionista con l’esercito israeliano, composto perloppiù da giovani inesperti mandati allo sbaraglio, che spesso sembrano non accorgersi nemmeno di stare in guerra ma in una specie di gita scolastica, sarebbe interessante indagare sulla volontà o meno di togliersi il peso dalle spalle per scaricare il barile delle colpe su altri, consapevoli e collaborazionisti, come i comandanti e i governatori dell’epoca.