Triestin
Posted on 03/22/2010 09:24 am by adminHo deciso che di tanto in tanto dedicherò qualche spazio al dialetto che mi ha cresciuto, per non dimenticare le radici. Non ho ancora un’idea precisa di come sarà, forse un collage di parole e immagini che mi capitano sotto mano (continuamente!) o qualche accenno alle parole del passato e del presente, vedremo. Per ora, teniamo questa pagina provvisoria e la inizio con una poesia di Ferretti:
appurato che ciò che mi serve non lo si può comprare
nemmeno perorare troppo a lungo che ci si incanta
come la puntina sull’LP vinile rosso che più non posso
ripete ad libitum di serenase e valium
campo su un crinale invecchio al vento
e neve nel suo tempo come tranquillante
per quello che è stato nominato
per quello che è avvenne che non contento di me
tornai a casa
e dietro l’angolo vortici, in verticale voragini
come camminare a Trieste quando s’alza la bora
e tutto ciò che si muove geme
geme e s’intona
lo spazio s’agita m’inquieta m’accora
i miei passi sul passato ciò che era ciò che è stato
l’incedere su ieri con tutti i suoi pensieri
il futuro è sicuro un poco postumo un poco prematuro.
Di luce e d’ombra di pioggia e vento
vaglio i miei giorni e alle vampe li rendo.