Posted in pensieri on 12/12/2010 04:49 pm by admin
Come ogni anno, mi incuriosisco alla funzione aggiunta da Google di poter interpretare i dati a livello globale di quello che la gente va cercando tutti i dì sui motori di ricerca. Nominandoli, una punta di nostalgia mi piglia quando ripenso alla fine degli anni ‘90, quando faticavo a comprendere bene cosa fossero davvero, questi motori di ricerca. Mi spiegarono che sono dei grossi indici che ti facilitano nella ricerca dei siti. Da allora, molto è cambiato, ma ciò che conta è l’uso che se ne può fare e viceversa. Anche se tutte le informazioni sono anonime, non vi dà una sensazione di poter essere controllati in quello che fate?

Tra parole e persone che non conosco, scorro le classifiche mondiali: in testa chatroulette (sapevate che esiste? E’ il primo risultato in assoluto. A quanto ho capito si può chattare con gente sparsa per il pianeta, come una roulette dove non sai chi ti capita. Mah!), iPad, un tale Justin Bieber (perdonatemi, scopro solo ora chi è!) in ascesa insieme a Katy Perry. Anche in Italia il primo risultato è lo stesso del resto del mondo, seguito tra gli altri da stipendi nelle pubbliche amministrazioni e waka waka. I termini più popolari in assoluto sono Facebook e Youtoube, oltre che la Finanziaria e gli stipendi pubblici, nella ricerca del significato dei termini troneggia bunga-bunga (sic!), bischero, concussione e sarcasmo (trovo che siano interessanti accostati). Chissà quanta gente poi avrà usato la ricetta dei cazzilli palermitani.
Posted in pensieri on 11/17/2010 12:06 pm by admin
Il magico mondo di Facebook (lovely nataliedee.com)

Posted in pensieri on 03/13/2010 07:46 pm by admin
Mi fan sorridere questi articoli che si stupiscono di come sia facile accedere ai dati altrui attraverso cronologie, siti, pagine pubblicate sui più famosi social network (accusati anche di aver rubato idee sempre altrui).

Per quanto siano ovvietà, evidentemente c’è ancora chi le ritiene degne di nota e mette in guardia gli sprovveduti che lasciano troppe tracce in giro. Questo sito vi dice rapidamente quali sono le pagine che avete visitato negli ultimi tempi e i dati che ci avete messo dentro, ad esempio. Vi dà anche alcune soluzioni, che ormai però dovrebbero essere note a tutti. Non volete che gli altri sappiano cosa avete guardato in rete? Cancellate la cronologia, dannazione! E interamente, per cortesia. Questo significa: togliere tutto, cookies, link visitati nella cronologia esplorazioni, completamento automatico dei moduli… Ultimo consiglio della nonna, che all’inizio sembrava una cavolata ma che ora, tra ladri di idee e di case (seguendo gli spostamenti dei malcapitati partiti in vacanza) oltre che di dati personali, è diventata una questione spinosa: non volete che gli altri sappiano i fatti vostri? Evitate di pubblicarli su Facebook!
Posted in pensieri on 12/01/2008 03:23 pm by admin
Ebbene sì. Farò una breve, brevissima nota.

Non ci sarà indignazione, tritume, vendetta, ma: mi starebbe bene la flessibilità lavorativa se fosse bilaterale, e forse anche se l’avessi scelta pienamente io. Rimane il fatto che non c’è scelta, o meglio, sempre tra il male e il meno peggio, per me come per milioni di altri ragazzi. (E ho provato l’ebbrezza di costituire un gruppo su facebook, vediamo come va. Se vi interessa ha il titolo di questo post.)
Connessioni permettendo, dicembre sarà un mese di post atipici, da entità precaria quale sono.
Posted in pensieri on 11/21/2008 10:59 am by admin
Sembra che una questione portante di questi giorni è Facebook. Qualche anno fa, mentre all’estero già era utilizzato ampiamente dalla popolazione internettiana, in Italia - so, è superfluo dirlo - nessuno se lo calcolava minimamente, questo libro delle facce. Qui trovate vita morte miracoli di Facebook.
E ora arriviamo, lenti, anche noi della penisola. I motivi per entrarci sono i più svariati: chi ci entra per sbaglio (vuoi vedere le mie foto? clicca qui…e io così mi son fatta l’account!), chi per socializzare persino con i compagni dell’asilo (se non ci vediamo da decenni, ci sarà un perchè), chi per far vedere che ha tanti tanti amici (che poi magari nemmeno si ricorda la faccia. a tal fine l’icona rappresentante l’utente può tornare utile), chi per controllare la vita di chiunque conosca (e ce ne sono, credetemi).

Oltre all’essere resi pubblici in ogni forma e maniera, potenzialmente 24h su 24h, con questo grande fratello allargato all’atto della sottoscrizione accetti il fatto che il tuo account non lo potrai levare mai più dalla rete. E sennò, che rete è!
Fioriscono gruppi di qualsiasi sorta al suo interno, e chiunque possieda un account ne può realizzare uno. Sembra che quello che va più forte è “Al lavoro cazzeggio su Facebook”. E dunque al lavoro, parlando delle classiche cose serie, cominciano i primi campanelli d’allarme, così Facebook sembra sarà bannato dai siti consentiti alla navigazione sui posti di lavoro. A parte il panico di chi ormai ne è dipendente all’idea di venir privato di tale strumento ritenuto “socializzante” (in maniera distorta), credo che come per qualsiasi altra distrazione derivante da internet, ne uscirà sempre una nuova! E la censura serve a poco.
Chissà com’erano i tempi in cui per distrarsi si passavano le ore a guardare fuori dalla finestra.