Posted in teatro on 10/10/2010 01:48 pm by admin
Vi segnalo un’iniziativa interessante per chi è addentro al mondo del teatro, se già non la conoscete, il Premio Scenario.

Qui troverete il sito dove il tutto è ampiamente descritto, se avete idee e persone che hanno voglia di provare, qualcuno vi presterà occhi e orecchie. Tentare val sempre la pena, no?
Posted in teatro on 06/08/2010 10:27 am by admin
“La produzione di cultura è come la ricerca scientifica. Proviamo a sopprimerla e finiremo a girare nudi come gli uomini primitivi. Questo progetto di legge non è fatto per azzerare la cultura, ma per renderla una merce e quindi appannaggio solo di chi avrà la possibilità di comprarla.”
(immagine di Sardegna cultura)
Parole del buon Ascanio Celestini tra i vari protestanti in piazza contro le riforme che stanno attaccando alla giugulare il teatro. E siccome ci lavoro, col teatro, non mi posso far sfuggire così la possibilità di dire la mia. Finché ce l’ho.
Quindi, diamine, sono d’accordo con quanto sopra e penso che la cultura non possa esser vista in termini meramente economici, lo dimostra la storia, non per far polemiche di bassa lega. Il mio blog non ha velleità di sviscerare temi di attualità o politica o quello che è, voglio solo raccontarvi un po’ il mio punto di vista sulle cose che mi passano davanti come già spiegai alla nascita sua. Il teatro e tutte le espressioni culturali di valore, vanno tutelate perchè stimolano le teste a pensare (se è quello che vogliamo dai cittadini, che siano esseri autonomi e pensanti). Che poi ci siano sovvenzioni per cose più o meno discutibili, lì sono d’accordo, ci vuole un buon metro di misura, che non risenta di gusti personali ma che trovi un modo per essere obiettivamente valido nel decretare il merito di qualcosa. Magari se uno in teatro ci va poco, forse penserà chissenefrega che taglino anche il teatro come già si è fatto con la scuola, la ricerca, lo stato sociale. Che l’è la cultura per esser di meno? Quando gireremo nudi, ne riparliamo.
Posted in teatro on 04/29/2010 09:33 am by admin
Anche se ormai è un nome piuttosto noto specie dalle nostre parti, non so se tutti conosciate Marco Paolini.

Mi son vista il suo nuovo spettacolo intitolato “Bisogna. (la pellagra via sms)”, qualche giorno fa. E vi dirò che lui è davvero bravo, coinvolgente, divertente quando serve. Si parla di Veneto e delle nuove infrastrutture, di come il cemento abbia inghiottito il paesaggio che ormai è un susseguirsi di capannoni tra un paese e l’altro, enormi grattacieli o centri commerciali che spuntano come funghi e tutto il corollario purtroppo ben noto a molte regioni d’Italia e del mondo. Non ci si rilassa, a sentirlo, tanto che alla fine ci ha pure ringraziato, a noi del pubblico, per la fatica e l’attenzione che abbiamo prestato alle sue parole per due ore e mezza di spettacolo che non son mica poche. E siamo usciti con la consapevolezza che le cose devono cambiare, non basta un piccolo movimento quotidiano se non si scuotono tutte le coscienze. Passa parola.
Posted in teatro on 02/09/2010 05:23 pm by admin
E così l’ormai mitico Ferruccio Soleri festeggia i 50 anni nei panni dell’”Arlecchino servitore di due padroni” così come Strehler lo scrisse: l’attore ottantenne - arzillo come un giovane quando è in scena - ha reso famoso il personaggio rendendolo ironico e acrobatico, inimitabile. Dopo calcoli e indagini di mesi, il comitato del Guinness mondiale ha decretato che il record è suo, per aver replicato oltre duemila volte in cinquant’anni lo spettacolo vestendo la maschera di Arlecchino. Per una volta mi viene da dire che è un primato invidiabile.

Posted in teatro on 12/16/2009 12:04 pm by admin
Mi ha fatto un po’ specie essere in teatro ieri sera tra signore impellicciate e radical chic di ogni età e sesso (ma non solo, per fortuna), seduti tutti assieme sulle poltrone di un luogo di intrattenimento di certo non proletario. E che mi aspettavo? Ma andiamo con ordine, inizio col dirvi di che spettacolo si trattava.

Qui potrete trovare ogni riferimento utile, se non conoscete l’ottimo Ascanio Celestini. Lo spettacolo era “Appunti per un film sulla lotta di classe”. A essere sincera lo ho sempre apprezzato molto, la sua capacità affabulatoria è splendida e lo seguo da tanti anni, da quando ancora non era molto famoso e di passaggi in tivù non ne faceva. Non che la cosa mi dispiaccia, anzi, però mi sono stupita a vedere ieri tutta quella gente a teatro e ho pensato che spesso la tivù fa la differenza. Il racconto che faceva Celestini lo vedeva affiancato sul palco da tre bravi musicisti che ne sottolineavano alcuni momenti - in maniera a tratti un po’ ripetitiva e noiosa, devo ammetterlo - e creavano la base musicale delle sue belle canzoni.
L’argomento è forse troppo facile, il precariato, misto a frammenti di ricordi e altri racconti e canzoni. O forse sono precaria da tanti anni che mi sembra trito per forza, l’argomento! Tuttavia è bello, sentire Celestini che racconta e che canta, è bello pensare che si crei un piccolo varco nelle coscienze delle centinaia di persone che ridacchiavano o stavano con orecchi e occhi ben aperti ad ascoltarlo, e che questo provochi differenza tra il prima e il dopo, quando tutti tornano a casa e riprendono la vita che si era sospesa per qualche ora. Perchè una differenza, per forza, ci sarà…