Archive for the ‘teatro’ Category

50 anni colorati

E così l’ormai mitico Ferruccio Soleri festeggia i 50 anni nei panni dell’”Arlecchino servitore di due padroni” così come Strehler lo scrisse: l’attore ottantenne - arzillo come un giovane quando è in scena - ha reso famoso il personaggio rendendolo ironico e acrobatico, inimitabile. Dopo calcoli e indagini di mesi, il comitato del Guinness mondiale ha decretato che il record è suo, per aver replicato oltre duemila volte in cinquant’anni lo spettacolo vestendo la maschera di Arlecchino. Per una volta mi viene da dire che è un primato invidiabile.

arlecchino

 

Lotta di classe

Mi ha fatto un po’ specie essere in teatro ieri sera tra signore impellicciate e radical chic di ogni età e sesso (ma non solo, per fortuna), seduti tutti assieme sulle poltrone di un luogo di intrattenimento di certo non proletario. E che mi aspettavo? Ma andiamo con ordine, inizio col dirvi di che spettacolo si trattava.

appunti__celestini

Qui potrete trovare ogni riferimento utile, se non conoscete l’ottimo Ascanio Celestini. Lo spettacolo era “Appunti per un film sulla lotta di classe”. A essere sincera lo ho sempre apprezzato molto, la sua capacità affabulatoria è splendida e lo seguo da tanti anni, da quando ancora non era molto famoso e di passaggi in tivù non ne faceva. Non che la cosa mi dispiaccia, anzi, però mi sono stupita a vedere ieri tutta quella gente a teatro e ho pensato che spesso la tivù fa la differenza. Il racconto che faceva Celestini lo vedeva affiancato sul palco da tre bravi musicisti che ne sottolineavano alcuni momenti - in maniera a tratti un po’ ripetitiva e noiosa, devo ammetterlo - e creavano la base musicale delle sue belle canzoni.

L’argomento è forse troppo facile, il precariato, misto a frammenti di ricordi e altri racconti e canzoni. O forse sono precaria da tanti anni che mi sembra trito per forza, l’argomento! Tuttavia è bello, sentire Celestini che racconta e che canta, è bello pensare che si crei un piccolo varco nelle coscienze delle centinaia di persone che ridacchiavano o stavano con orecchi e occhi ben aperti ad ascoltarlo, e che questo provochi differenza tra il prima e il dopo, quando tutti tornano a casa e riprendono la vita che si era sospesa per qualche ora. Perchè una differenza, per forza, ci sarà…