Archive for the ‘libri’ Category

bambini di farina

Come sempre i consigli del big boss si rivelano piacevoli scoperte/letture. Anche stavolta non c’è sorpresa a seguire il consiglio se non quella di trovare un romanzo scorrevole e fresco, che racconta un piccolo episodio della vita di alcuni ragazzi ma che diventa la chiave di volta per una crescita emotiva soprattutto per il protagonista, Simon. Il compito è semplice: un professore assegna a ciascun studente un bambino di farina, cioè un sacco ripieno di farina che i ragazzi devono guardare e custodire come se fosse un bambino vero. La classe è un insieme ingestibile di ragazzi scalmanati e problematici, ma ognuno a suo modo si occuperà del bambino di farina, e per qualcuno questo odioso compito diventerà ben presto qualcosa di più.

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“Ecco qual è il punto con i bambini. Sono diversi da qualunque altra cosa. Sono speciali. All’improvviso aveva capito perchè tutti al mondo fanno la coda per far loro le coccole. Anche se sei un asino totale, e conduci un’esistenza completamente insulsa, un bambino pensa che sei una star, il meglio del meglio (…) I bambini sono una meraviglia. Una cosa del genere non la si compra mica nei negozi.”

 

mi raccomando tutti vestiti bene

L’ho preso in mano solo per il titolo e la copertina, dell’autore non avevo mai sentito parlare. Si legge molto rapidamente data la scrittura scorrevole e gli anneddoti leggeri e divertenti, come una commedia molto american style, non mi è dispiaciuto. Se avete un po’ di tempo da impegnare senza grosse elucubrazioni, direi che è la lettura giusta. Dall’infanzia, trascorsa in seno a una particolare famiglia di origine greca, lo scrittore arriva alla sua vita attuale, passando per varie tappe importanti e illustrando man mano i vari fratelli e genitori, protagonisti spesso inconsapevoli della sua scrittura, a volte probabilmente esagerando o comunque calcando un po’ la mano - almeno questa è l’impressione - tuttavia mantenendo uno stile coerente e molto autoironico.

mi_raccomando_tutti

 

neonati maleducati

Solitamente credo poco nei consigli ai futuri genitori, corsi preparto e tutte le simili attività di “educazione” degli adulti che stanno per diventare madri e padri di un frugoletto. Per l’esperienza che ho avuto, non sono utili più di un manualetto che risponda ai quesiti più tecnici come l’allattamento o le dinamiche del parto (ciò non significa che tutti i corsi siano di per sé inutili, anzi). Dunque, all’inizio un po’ riluttante, ho iniziato a leggere questo libro di Paolo Sarti che mi è stato consigliato da una persona in gamba. Mi son detta, male non farà! E mi sono sinceramente stupita perchè praticamente tutto ciò che viene menzionato nel libro mi trovava d’accordo - beh, tranne la questione del body (ma vi rimando alla lettura, se foste interessati). Soprattutto perchè la gran parte delle questioni affrontate viene risolta semplicemente col buon senso, che scopro di giorno in giorno essere mancante in tante persone con le quali mi trovo a interagire. Non so se la sola lettura possa essere uno stimolo a cambiare prospettive e visioni di vita, ma certo alle volte - se l’animo è disposto - può aprirci gli occhi su comportamenti errati e magari darci una smossa per provare a cambiarli. Essere genitori è una grossa responsabilità, non intendo solo nel senso pratico del mantenimento di una nuova vita ma nell’indagare primariamente su alcuni aspetti di noi stessi che non conoscevamo, qualcosa che, come tutte le nuove esperienze, mette in gioco gran parte di noi stessi e di quello che crediamo. Gli errori ci saranno sempre, ma evviva quelle famiglie che sono disposte a ripensare a loro stesse e a investire nel vero futuro: le persone.

neonati

 

otto, nove, dieci

Sono anche più o meno i minuti che ci si può impiegare a leggere questo fumetto di Bellstorf che riassume nel tratto e ricorda altri autori americani, nel raccontare la breve storia di un’estate adolescente tedesca con il sapore del tempo da perdere e degli amori da conquistare.

“a volte è come se tu…non fossi presente. Insomma, non ho la minima idea di chi tu sia veramente.”

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il codice dell’anima

Forse i libri non capitano a caso in mano nel momento giusto in cui dovresti leggerli. Anche quando aspetti anni, e poi te li ritrovi lì e capisci perchè non li avevi ancora considerati, ché non era il momento ancora. Hillman parla soprattutto ai genitori per spiegare quale sia il destino dell’uomo, specie quando si ha a che fare con una creatura che viene al mondo fresca fresca. Egli sostiene una teoria interessante che si rifà al mito platonico, teoria detta “della ghianda”, nella quale spiega in soldoni che ognuno di noi è dotato di una ghianda, un’anima, che contiene in sè tutte le informazioni necessarie allo sviluppo della nostra esistenza, come la ghianda contiene in sè la quercia intera. Il nostro carattere e la vocazione sono dunque innate e la missione della nostra vita è realizzare quanto la ghianda ci spinge ad essere.

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Qui trovate un’intervista che approfondisce alcuni temi del libro con l’autore.

 

il rumore della brina

Mattotti illustra una storia di Zentner, e ogni pagina è un capolavoro. Non so se definirlo un fumetto, mi sembra quasi riduttivo…

matt

 

profughi

Ci sono molte cose che non sappiamo delle nostre stesse radici. Ho trovato questo libro molto interessante perchè propone una visione che mi è sembrata piuttosto imparziale sui fatti che riguardano i profughi (o esuli) istriani, e fa pensare su come eravamo e sui problemi che si ripropongono ciclicamente nella nostra storia. Lascia un velo di tristezza per la trascuratezza che l’argomento ha ed ha avuto, penso solo alla città di Trieste che è stata centro di questa vicissitudine nel bene o nel male. Da leggere.

profughi

 

esule

Il mio cuore di esule

è una bianca conchiglia

per ascoltare il mare

che più non mi appartiene. (A.V.)

conchiglia

 

a volte il caso

Mi sono girata verso la libreria pensando ad altro, e mi è caduto l’occhio su un libro di Cristina Donà. Reperti di un passato che mi sembra lontanissimo, di inverni con le ore lunghe dove potevi stare distesa a fissare il soffitto.

“Ho cercato di scrivere cose solari, senza tener conto della mia perenne oscurità.”

cd

 

la danza della realtà

Non so dove vado, ma so con chi vado.

Non so dove sono, ma so che sono in me.

Non so che cosa sia Dio, ma Dio sa che cosa sono.

Non so che cosa sia il mondo, ma so che è mio.

Non so quanto valgo, ma so non fare paragoni.

Non so che cosa sia l’amore, ma so che godo della tua presenza.

Non posso evitare i colpi, ma so come sopportarli.

Non posso negare la violenza, ma posso negare la crudeltà.

Non posso cambiare il mondo, ma posso cambiare me stesso.

Non so che cosa faccio, ma so che sono fatto da ciò che faccio.

Non so chi sono, ma so che non sono colui che non sa.

jodorowsky

Ecco, mi piaceva trascrivere il finale della biografia di un uomo non convenzionale, che a me è sempre piaciuto.