Archive for the ‘film’ Category

l’alba del pianeta delle scimmie

Che noia! Dal momento in cui inizi a vederlo ti chiedi se la storia prima o poi riuscirà a coinvolgerti seriamente, e quando sei già a metà, beh ormai ti vedi la fine… E non è perchè sai già come va a finire (non è nemmeno detto che tu abbia visto i vari “pianeti delle scimmie” vecchie o nuove versioni che siano), ma piuttosto per la scarsezza degli attori incasellati in personaggi estremamente stereotipati, per la lentezza della storia che viene ravvivata soltanto dagli effetti speciali che rendono, invece, la scimmia Caesar realistico e verosimile. Questo prequel - termine orrendo - racconta di come, in seguito ad alcuni esperimenti su scimmie di laboratorio usate per testare un farmaco contro l’Alzheimer, queste sviluppino capacità inattese di potenziamento della loro intelligenza. Un cucciolo nato in cattività viene salvato dal protagonista, che lo alleva come un essere umano: Caesar darà il via alla ben nota storia del sopravvento scimmiesco sull’uomo.

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super 8

Il trailer come sempre è arte (e il buzz pure), e anche in questo caso invoglia a vedere un film promettendo tante cose ma mantenendone ben poche. La storia parte dall’avventura di un gruppo di ragazzini che vogliono girare un film sugli zombie e che si scoprono diventare testimoni di un segreto governativo che coinvolgerà tutta la cittadina dove vivono. Avranno a che fare con qualcosa di sovrumano, ma non vi dico di più così vi resta un po’ di suspance. L’impressione che ho avuto sin dall’inizio è stata quella di rivedere i Goonies o qualcosa di simil-disneiano, perciò non orrendo ma noioso, nonostante gli effetti speciali…

super8

 

the tree of life

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(ovvero “L’albero della vita”)

Sulla scia dell’entusiasmo che percepivo per il film appena presentato al festival di Cannes, mi son fatta ingannare e son finita a vederlo al cinema. La storia è ambientata in America negli anni Cinquanta, dove una famiglia si forma da un padre autoritario e una madre sensibile e remissiva. Il figlio più grande dei tre che nascono dalla loro unione inizia il suo percorso e prosegue costantemente stretto tra due vie così diverse, incarnate dai genitori, e attraversa numerose fasi della vita tra morte, amore, odio e natura.

Innegabile è la qualità del lavoro, fatto di scene bellissime soprattutto nei piccoli dettagli, uno sguardo insolito sul mondo visto da prospettive inusuali (dal basso,  rotanti, verso l’alto, microscopiche e soprattutto macroscopiche): la fotografia è splendida. Detto questo…il film è noioso, pieno di frammenti che più che dare una visione non lineare della storia la confondono, la complicano inutilmente per cercare il senso della vita fino agli albori della sua nascita e ai dinosauri - sì, dinosauri. Le frasi spesso banali che vengono dette in sottofondo ci starebbero anche, sono pur sempre domande eterne che continueremo a porci (il perchè del dolore, il rapporto tra fede e vita), ma l’eccessivo simbolismo e la volontà di spezzettare una storia in dettagli a volte troppo rapidamente scorsi, mi hanno tenuto sospesa per poco e poi allontanato del tutto la mia attenzione.

 

tutti giù per terra

Ieri sera per caso ho rivisto il film in questione, mi sembrava di essere tornata decenni indietro e scopro che è soltanto del 1997. Tutto il resto risiede nel mio immaginario e nella mia evidentemente alterata memoria storica! Di Culicchia, l’autore del testo da cui la pellicola è tratta, mi sono poi appassionata leggendo altri suoi libri (forse quello che più mi è rimasto in testa è “Paso doble”) e ne consiglio qualche lettura.

tuttigiu

Ma la cosa interessante è che il protagonista, Walter, interpretato dall’ottimo Valerio Mastrandrea, è uno dei primi precari che si affacciavano all’epoca tra le ordinarie esistenze lavorative, una figura nuova che ben presto molti di noi avrebbero conosciuto da vicino, vestendone anche i panni. E riflettevo su quanto nella gioventù e tutt’ora, abbiano contato musicalmente i Cccp.

Non fare di me un idolo mi brucerò,
se divento un megafono m’incepperò,
cosa fare non fare non lo so,
quando dove perché riguarda solo me,
io so solo che tutto va ma non va,
non va, non va, non va, non va…
Sono un povero stupido so solo che
Chi è stato è stato e chi è stato non è
Chi c’è c’è e chi non c’è non c’è
Chi c’è c’è e chi non c’è non c’è
Chi è stato è stato e chi è stato non è

(A tratti)

 

500 days of summer

Nell’introduzione, la voce narrante dice che questo non è un film d’amore. Probabilmente non lo è in senso pieno, ma di questo si parla per tutto il tempo, dunque io lo ritengo tale. Ovviamente - permettetemi la solita polemica sulle traduzioni! - in italiano il titolo è diverso, qualcosa tipo “5oo giorni insieme” o simili, mentre nella versione originale il tutto ha più senso, essendo l’estate di cui si dice il nome della donna che fa perdere la testa al protagonista. Tra lui e Summer in questi 500 giorni cambieranno molte cose, chissà se esiste il vero amore. Io è da ieri che canto la canzone degli Smiths che è nella colonna sonora, impossibile resistere.

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paper man

Per una serata rilassata e senza grossi pensieri:

paper_man

Il protagonista è uno scrittore in crisi che non riesce a trovare l’attacco per il suo nuovo romanzo, perso tra i consigli del supereroe Capitan Excellent (il suo amico immaginario) e il distacco sempre più evidente da sua moglie. Si trasferisce per un periodo in un’altra città, dove incontra una ragazzina (anche lei con un amico immaginario, più sfigato però) che lo aiuterà con la sua amicizia a uscire dal vicolo cieco che sta vivendo. Qualche risata, bella fotografia e la mente che cerca di ricordarsi il proprio amico immaginario dell’infanzia…

Qui trovate il link al sito ufficiale del film.

 

reign over me

Non me lo aspettavo di vedere Adam Sandler che interpreta un ruolo così drammatico, eppure gli riesce bene.

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Sono facile alla lacrima quando si parla di morte e di senso di abbandono, premesso questo, vi dirò che il film è la storia intensa di un uomo che perde la sua famiglia nella tragedia dell’11 settembre 2001 e non riesce e superare il trauma, ricacciando i ricordi e vivendo in un mondo tutto suo. La follia del protagonista non è totale, si rifugia nella musica ma riesce ancora a interagire con alcune persone. L’incontro fortuito con il suo compagno di stanza all’università lo riporta alla vita reale, e lo costringe ad affrontare il passato.

Le critiche fanno notare alcune leggerezze nel modo in cui viene affrontato il trauma del protagonista e alcuni momenti topici del film che non voglio spoilerarvi. Concordo in alcuni casi, ma penso che nel complesso il film abbia raggiunto il suo scopo e sia “arrivato” al pubblico nonostante le semplificazioni che si notano nel progredire della storia e nei dialoghi. Seguirà dibattito?

 

american life

Ho atteso un po’ per vederlo ma merita, davvero.

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Scorci di vita vera (american life, che come vedete però dal poster in lingua originale si intitola “Away we go”) visti attraverso gli occhi una giovane coppia che sta per avere un bambino e ancora non ha deciso quale sia il posto migliore dove farlo crescere. Nel viaggio i due si scontrano con persone e famiglie molto diverse da loro e tutte vogliono dare - non richiesti - consigli su come essere bravi genitori o consigli di vita varia. L’esperienza li farà riconsiderare da altri punti di vista molti dei dubbi che l’evento porta naturalmente con sé… Dal regista di “American beautySam Mendes, un ritratto agrodolce e tenero, con ottimi protagonisti (irriconoscibile esteticamente ma bravissimo John Krasinski).

 

non lasciarmi andare mai

Come spesso mi capita non leggo le trame e le schede dei film, ma vengo attratta da elementi apparentemente minori - ma studiati apposta, si sa - quali titolo, immagini o poster, una frase di payoff sulla copertina.

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Così mi capita di vedere “Never let me go” che sembrava essere un film sulle complesse relazioni di amore e amicizia di alcuni ragazzi cresciuti assieme in un idilliaco college in campagna, ignari di essere - come si viene a scoprire nel corso della storia - dei cloni, realizzati per donare un giorno non lontano  i propri organi. Il tempo e lo spazio sembrano a noi familiari, anche se in realtà non si riesce a definire un’epoca esatta in cui il racconto può essere collocato. E i cloni, avranno un’anima? Saranno capaci di sentimenti veri e di tutta quella miriade di sfumature che compone l’essere umano?

 

metti un turista a venezia

Che noia! Volevate vedervi “The turist”? Solo se vi piace Angelina Jolie che nel film è splendida come sempre. La trama cerca di essere meno scontata di quanto appare in realtà, i panorami e le location sono fantastici ma non c’è dietro nessuno sforzo, insomma, Venezia è una garanzia.

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Non vi racconto nemmeno la storia, così dovrete essere motivati da qualche ragione a vedervelo: vi assicuro che tutta la suspance che il trailer millanta è piuttosto fittizia…