esule
Posted in libri on 08/25/2011 02:09 pm by adminIl mio cuore di esule
è una bianca conchiglia
per ascoltare il mare
che più non mi appartiene. (A.V.)

Il mio cuore di esule
è una bianca conchiglia
per ascoltare il mare
che più non mi appartiene. (A.V.)

Mi sono girata verso la libreria pensando ad altro, e mi è caduto l’occhio su un libro di Cristina Donà. Reperti di un passato che mi sembra lontanissimo, di inverni con le ore lunghe dove potevi stare distesa a fissare il soffitto.
“Ho cercato di scrivere cose solari, senza tener conto della mia perenne oscurità.”

Non so dove vado, ma so con chi vado.
Non so dove sono, ma so che sono in me.
Non so che cosa sia Dio, ma Dio sa che cosa sono.
Non so che cosa sia il mondo, ma so che è mio.
Non so quanto valgo, ma so non fare paragoni.
Non so che cosa sia l’amore, ma so che godo della tua presenza.
Non posso evitare i colpi, ma so come sopportarli.
Non posso negare la violenza, ma posso negare la crudeltà.
Non posso cambiare il mondo, ma posso cambiare me stesso.
Non so che cosa faccio, ma so che sono fatto da ciò che faccio.
Non so chi sono, ma so che non sono colui che non sa.

Ecco, mi piaceva trascrivere il finale della biografia di un uomo non convenzionale, che a me è sempre piaciuto.
Oh, che piacere quando per caso scopri che si tiene nelle tue vicinanze un bel concerto, che il clima è clemente dopo la pioggia incessante del pomeriggio, che ci sono gli amici intorno. Me lo son proprio goduto a Sexto ‘Nplugged ieri sera il concerto di Agnes Obel e quello di Scott Matthew (che tra l’altro è piuttosto simpatico), che conoscevo per aver fatto la colonna sonora del bel film Shortbus. Che dire, già l’unplugged è piacevole, regala l’ascolto di voci e strumenti in maniera pulita, e con la buona acustica l’unico fastidio era sentire lo stappare delle bibite al bar in fondo al chiostro, mentre tutto attorno l’atmosfera è di religioso silenzio. Pianoforte e violoncello per Obel, chitarre, violoncello e ukulele per Matthew, il tutto condito da due voci che non possono lasciare indifferenti. Bello.

