Archive for September, 2010

nati nei bordelli

Un’amica va in Malesia. Dopo varie missive nelle quali chiedo insistentemente di sapere com’è la vita lì, che faccia abbia la gente, le solite curiosità da occidentale sulle tradizioni di una società così distante da noi insomma, che non si riescono davvero a spiegare a parole, la mia amica mi suggerisce un titolo, semplicemente: “Born into brothels“. Mi dice di guardarlo, che lì vedi davvero la realtà in cui lei si trova immersa mentre segue il progetto che l’ha fatta arrivare fin lì.

group-kids

L’ho visto, e ho capito. Ho capito come si sente quando intervista migliaia di persone, rifugiati, prostitute, famiglie che a stento riescono a ricrearsi una vita decente quando anche il decente per noi sarebbe già insopportabile. E nel documentario c’è tanta di questa realtà sommersa, raccontata attraverso gli occhi dei bambini che vivono nei bordelli dove le madri lavorano, sognando una vita migliore che a volte arriva e altre volte, quasi sempre, non ci sarà mai. Un documentario realizzato in maniera splendida, senza buonismi di sorta, che testimonia un’esperienza ma non è pesante e non vuole smuovere le coscienze sfacciatamente, quanto piuttosto come potrebbe fare l’occhio di un fotografo quale Zana Briski.

 

teoria del divertimento

Su questo sito ho trovato video che mi erano già passati per le mani, ma la cosa che ho trovato carina è l’idea di fondo, cioè che il divertimento può indurre a cambiare in positivo dei comportamenti ottenendo risultati migliori che minacce o paure come spesso succede specie nella pubblicità progresso. Non so se sia un po’ come la storia dei topolini o dei cani di pavloviana memoria, fatto sta che funziona. Chissà che non si riesca ad applicarla anche ad altri campi, me ne vengono in mente molti…

fun-theory-project-6

 

Pordenone…legge

Qualcosa di bello c’è stato: incontri imprevisti con autori e amici sparsi per la città, fumettisti del calibro di Art Spiegelman che ti raccontano storia e preistoria del fumetto… Peccato che molti appuntamenti siano rimasti per me un mistero, perchè troppa come sempre è la folla che inonda le sedi preposte a ospitare la manifestazione, nonostante il largo anticipo con cui si arriva rispetto all’orario di inizio. Questo fa ben sperare, cioè che Pordenone - e non solo -  effettivamente legga, che la cultura a gratìsse sia un buon pane per i denti di tutti, che i libri che son stati comprati e venduti vengano davvero letti e non messi in bella vista nella libreria di casa. Per quanto mi riguarda ho visto poco purtroppo e non sono riuscita a comperare nemmeno un libro causa ressa stile mandria di buoi che mi spingeva tra le bancarelle…però giuro che leggo!

logo-pordenone-legge

 

tanto di…coppola

Così si è portata a casa il Leone d’Oro la figlia d’arte Sofia Coppola, con il suo Somewhere. Ora attendo impaziente di andarlo a vedere, visto che lei mi è sempre piaciuta (splendido, per citarne uno, Lost in Translation), inoltre un evviva per Vincent Gallo premiato come miglior attore. Per le eventuali polemiche dovrò invece attendere come tutti voi di vedermi le pellicole, nel frattempo sul sito che ho linkato potete trovare qualche immagine e video della mostra (apro una seconda e inelegante parentesi per dire no, non c’è quello della Parietti che cade e mostra le nudità al mondo intiero), oltre che contenuti interessanti tipo l’i-Mibac, applicazione gratuita dedicata agli smartphone (ultima parentesi, però: chissà quanti soldi sarà costata?).

ITALY-FILM-VENICE-FESTIVAL

 

antirughe

Sono ipercritica, lo so, sul versante creme e inutilità a cui solo noi donne potremmo credere: la ragionevolezza è qualcosa che esula dal campo cosmetico. Per esempio, in questi giorni continuano a mandare in onda - forse l’ho notata perchè vedo la tivù così poco - una pubblicità delle solite creme antirughe. Non riesco a trattenermi dal commentarla ogni volta che ne subisco la visione, perchè questa crema sarebbe diversa dalle altre in quanto “protegge” il nostro dna, nel quale è iscritto il segreto di una pelle giovane, e stimola il rigenerarsi delle cellule stesse. Ora, se qualcosa è inscritto nel dna, significa che non può essere modificato da una semplice crema e quindi, care donne, tutte quelle che hanno scritto “rughe” nel dna, non si comprino la benedetta crema, mi vien da dire. Ma nella pubblicità non si nota questo dilemma, anzi, sembra che sia una piccolezza in mezzo alle mille virtù della bianca sostanza cremosa. Ora, per chi come me usa le cremine più naturali possibile (e qui potremmo aprire un dibattito esteso), l’immunità a questi prodotti è quasi garantita. Tuttavia mi infervoro e mi resta quell’amaro sorriso, perchè solo noi donne, tormentate in ogni angolo della nostra giornata da bei corpi perfetti che istigano a cercare per forza la perfezione anche nell’impossibilità oggettiva della cosa, solo noi possiamo credere che qualcosa agisca miracolosamente e ci trasformi in splendide filiformi femmine senza rughe anche a cinquantanni! E allora spalma anticellulite che funziona senza che tu debba muovere una chiappa, spalma antirughe che ti tira come il lifting, spalma maschera per i capelli che te li fa come un parrucco… è una fatica oggidì, un secondo lavoro, però, che soddisfazione!

bellezza_rughe

 

controfase

Termine riferito a due onde (tipicamente due sinusoidi) che presentano una differenza di fase di 180 gradi. Non ricordavo il significato del vocabolo che dà nome a questo gruppo, me lo sono cercato e vi ho attaccato la definizione, ché magari ai precisi/curiosi interessa. Sul sito a dir il vero piuttosto minimal ci sono degli estratti dei loro pezzi. Ci sono arrivata per i soliti casuali mille giri di internet, rimandi da un sito all’altro, e ho ascoltato i brani mentre facevo altro - ormai mi vien quasi difficile fare una cosa alla volta, dannato multitasking! -. Qui trovate maggiori informazioni su questo duo/trio di Bolzano, una musica elettronica che sembra puntare alla ricerca più estrema di fusione tra suoni ruvidi e moderni, in bilico tra l’acustico e l’elettro-ambient minimale, enjoy.

controfase

 

arte povera

Stamattina aprendo la mail (grazie a Christian) ho visto una cosa splendida: il lavoro di Dalton Ghetti.

matite

E pensare che quest’uomo fa il falegname e non gli interessa di vendere le sue opere d’arte, preferisce regalarle agli amici. Con pochi semplici attrezzi - lama ed ago - Ghetti riesce a riprodurre in maniera meticolosa e quasi incredibile una serie di oggetti in punta di matita. Il link al suo sito non è funzionante al momento, perciò per ottenere informazioni su di lui bisogna cercare un po’ sul web (qui wiki). E vi consiglio di cercare almeno le immagini, perchè fa delle micro sculture impensabili come uno scarpone, catene di lapis, cuori incrociati, ritratti e davvero un sacco di altra roba. Ognuno ha il suo modo per rilassarsi, e non sentitevi in colpa per la banalità delle vostre parole crociate…

ghettichain

 

la magia dello spam

Non so se anche a voi capita di mettersi a leggere le mail spam che vi arrivano a volte o i messaggi di commento sempre spammosi che infestano i post. Alle volte merita, inspiegabilmente. Oggi, tra le varie pillole blu e siti osè, ho trovato questa frase filosofica - che spero non mi crei problemi ulteriori di spam ora che la copioincollo qui - e mi son detta vè, che anche nella monnezza c’è della poesia.

carlin-george

“If it’s true that our species is alone in the universe, then I’d have to say the universe aimed rather low and settled for very little.”

(George Carlin)