Archive for June, 2010

non per far politica

Ma per farvi sapere che dovremmo alzare la voce se serve…

Legge bavaglio

 

La conquista della felicità

Beh, leggetevelo. Con i limiti e i pregi, è come sentire tuo nonno (forse è la copertina con lui da vecchietto che mi fa sorgere quest’immagine) che ti dà buoni consigli sulla vita.

happ

“E’ singolare che gli uomini si rendano così difficilmente conto del fatto che non si trovano stretti senza via di scampo tra le ruote di un meccanismo, ma che restano in quell’ingranaggio unicamente perchè non si sono accorti che esso non è in grado di trasportarli più in alto.”

angry

 

Manolete

Non mi piace la corrida e non argomenterò il perchè abbastanza intuibile, checché ne dicano i suoi sostenitori. Dovetti argomentare già con numerose persone tra le quali un allevatore di tori da corrida, e non se ne esce.

manolete

Il film racconta la vita e l’amore di uno dei più famosi toreri di tutti i tempi, detto Manolete, nella Spagna franchista. Fotografia molto bella e attori bravi, non c’è che dire, ma al di là della corrida che piaccia o no e di una storia che buona parte del popolo spagnolo conosce, il risultato è piuttosto noioso. La storia d’amore tormentata e l’analisi del rapporto stesso tra amore e morte, così profondi nell’animo del torero, perdono di senso se estesi a tutta la storia che, infatti, ne esce piatta e priva di quello sguardo che va al di là del primo impatto estetico accattivante, per perdersi quasi nella banalità.

 

critica

“La produzione di cultura è come la ricerca scientifica. Proviamo a sopprimerla e finiremo a girare nudi come gli uomini primitivi. Questo progetto di legge non è fatto per azzerare la cultura, ma per renderla una merce e quindi appannaggio solo di chi avrà la possibilità di comprarla.”

arte(immagine di Sardegna cultura)

Parole del buon Ascanio Celestini tra i vari protestanti in piazza contro le riforme che stanno attaccando alla giugulare il teatro. E siccome ci lavoro, col teatro, non mi posso far sfuggire così la possibilità di dire la mia. Finché ce l’ho.

Quindi, diamine, sono d’accordo con quanto sopra e penso che la cultura non possa esser vista in termini meramente economici, lo dimostra la storia, non per far polemiche di bassa lega. Il mio blog non ha velleità di sviscerare temi di attualità o politica o quello che è, voglio solo raccontarvi un po’ il mio punto di vista sulle cose che mi passano davanti come già spiegai alla nascita sua. Il teatro e tutte le espressioni culturali di valore, vanno tutelate perchè stimolano le teste a pensare (se è quello che vogliamo dai cittadini, che siano esseri autonomi e pensanti). Che poi ci siano sovvenzioni per cose più o meno discutibili, lì sono d’accordo, ci vuole un buon metro di misura, che non risenta di gusti personali ma che trovi un modo per essere obiettivamente valido nel decretare il merito di qualcosa. Magari se uno in teatro ci va poco, forse penserà chissenefrega che taglino anche il teatro come già si è fatto con la scuola, la ricerca, lo stato sociale. Che l’è la cultura per esser di meno? Quando gireremo nudi, ne riparliamo.

 

Niente paura

E così cominciano a rendere pubblici con gaudio gli esperimenti sulla cancellazione dei ricordi dolorosi.

pills

Vi rimando all’articolo per tutti i dettagli tecnici, in sunto un gruppo di ricercatori portoricani finanziati dall’America di larghe vedute, ha scoperto un fattore che si può iniettare nella corteccia cerebrale (per ora solo dei topolini) rendendo la materia malleabile per eliminare i ricordi che creano ansie e stress dovuti a traumi subiti. Gli Usa sono molto preoccupati per i soldati che tornano dalla guerra traumatizzati, perciò sarebbe una gran cosa se questo fattore si potesse usare per rimuovere tutto ciò che non vogliamo ricordare. Bella forza eh? Se non si possono evitare le guerre, che almeno ci risparmiamo le conseguenze. Basta con i processi che l’uomo ha elaborato in millenni di evoluzione, in un futuro da sempre ipotizzato nella letteratura di fantascienza, potrebbe essere sufficiente una pillolina e il trauma non ce lo ricorderemo più. Le applicazioni potrebbero essere molteplici, ma nessuno si spaventi per i possibili sviluppi, sembrerebbe che viviamo in un mondo civilizzato…