Archive for May, 2010
La pace colorata
Posted in pensieri on 05/27/2010 07:37 pm by adminHo assistito alla proiezione di un filmino realizzato da alcuni alunni delle scuole medie sull’interculturalità e la lotta contro il razzismo. Ben fatto, tante belle parole piene di significati e rielaborate in modo da far percepire che c’è un pensiero di sottofondo sentito e comune che, tuttavia, mi ha fatto riflettere.

Per raggiungere una vera interculturalità l’educazione deve promuovere il dialogo e stimolare la maturazione di identità aperte, si educa a capire l’altro al di là delle differenze di razza, cultura e via dicendo. Stimolando l’interesse per la conoscenza linguistica, politica e sociale della cultura diversa, si può favorire l’eliminazione dei pregiudizi e dei comportamenti xenofobi dei nostri tempi. Insomma, il succo del discorso era questo: far vedere che i ragazzi, se correttamente stimolati, comprendono che quanto sopra è vitale per la pacifica convivenza. E nel filmino, tra belle parole come queste, si vedevano una serie di immagini di bambini neri (quasi tutti) nei loro paesi di origine, poverissimi. Nella mia mente stavo già rabbrividendo per il compiacimento degli adulti sorridenti soprattutto perchè questa sensibilizzazione qualcosa di buono avrà pur fatto sui ragazzi, ma certo non li ha aiutati a capire perchè è sbagliato anche odiare i vicini di casa puzzoni, gli zingari, i gay, i meridionali, gli uomini verdi e chi c’ha il naso bitorzoluto. Tutto ciò perchè l’altro è vicino a noi e se noi continuiamo a mostrare ai ragazzi migliaia di bimbi panciuti lontani kilometri abbiamo fatto soltanto un piccolo gesto - per quanto giusto e sacrosanto - per stimolarli alla solidarietà ma poco per avvicinarli ad agire fin dal loro prossimo, come diceva uno famoso qualche millennio fa. Ogni cammino comincia dal primo passo e la responsabilità di essere persone migliori, io credo, comincia da quello che ci sta intorno, amen.
Il mood dei giorni nostri
Posted in libri on 05/24/2010 10:56 am by admin“Nel sistema democratico, le illusioni necessarie* non possono essere imposte con la forza. Devono essere istillate nella mente delle persone con mezzi più raffinati. (…) In democrazia c’è sempre il pericolo che il pensiero indipendente dia origine a una qualche azione politica, quindi è indispensabile eliminare tale pericolo alla base. (…) Le polemiche possono anche essere violente fintantoché si attengono a quei presupposti che definiscono il consenso delle élite.”
Vi siete mai sorpresi a discutere di qualche cerebroleso televisivo? Di chi ha vinto l’ultimo reality che, tuttavia, fingete di non aver seguito? Di ignorare perchè l’agenda setting del giorno sia strutturata sul clima piovigginoso e non sulla crisi energetica, tanto per fare un esempio? Vi prego, ditemi di sì. E pensiamoci su.

*=semplificazioni emozionalmente potenti che tengono vivo l’impegno dell’uomo medio per la società
Entropia
Posted in libri, pensieri on 05/13/2010 08:12 pm by adminE’ una parola apparentemente difficile ma che dovremmo conoscere bene… Significa che (vedi le leggi della termodinamica), partendo dal presupposto che l’energia contenuta nell’universo è costante e semplicemente si trasforma, nel processo di trasformazione di tale energia una parte viene dispersa e non sarà più sfruttabile in maniera utile.
Mentre noi erodiamo risorse come criceti, senza preoccuparci davvero di quello che verrà.

“Ogni creatura vivente è un imperialista che cerca di appropriarsi della maggior parte possibile dell’ambiente, a vantaggio proprio e della propria discendenza.” B. Russell
24h party people
Posted in film on 05/13/2010 03:39 pm by adminL’ho visto un po’ per caso, devo ammettere. Però soprattutto per chi ama la musica d’oltremanica non si può mancarne la visione.

Il film è costruito come un misto tra documentario e film sulla scena musicale della Manchester dal 1976 al 1997, incentrata sulla vita di personaggi singolari e lungimiranti come Tony Wilson e l’etichetta Factory Records, attorno alla quale gravitavano gruppi come i Joy Division, A Certain Ratio e Happy Mondays.
Nella riflessione di questo periodo sulle trasformazioni della fruizione di un certo tipo di musica (rock, essenzialmente, ma non solo), la storia che ho visto mi ha fatto pensare che bisogna ammetterlo, la gente è cambiata. E per gente intendo noi tutti, quelli a cui piace andare a sentire i concerti nei rock club ancora in vita e che li rimpiangono per quello che erano un tempo ma che ormai si devono rassegnare al cambio generazionale. La gente, come dice Wilson, ora applaude ai dj, al mezzo e non alla fonte. E’ così, forse è giusto e non ci si può far niente. Poi gli altri motivi per i quali i rock club stanno scomparendo si trovano facilmente, tra crisi economiche e investimenti a rischio o quello che vi pare. Chi lo sa, alle volte mi immagino il futuro e mi vedo ballare in una pista dove tutti hanno il proprio ipod micro e si ignorano, felici.
Jack e Rose
Posted in film on 05/12/2010 07:29 pm by admin
La storia di Jack e Rose mi ha smosso qualcosa dentro. Forse i temi erano di troppo facile presa su di me, se vogliamo anche interpretabili come una grande metafora degli anni Settanta fino al loro fallimento più completo e ai risultati che hanno prodotto sulle generazioni che ne sono state coinvolte.
Daniel Day-Lewis è impeccabile nel caratterizzare il suo personaggio (oltre che piuttosto affascinante, ah!) e gli attori che con lui condividono la scena non sono da meno. La storia racconta di come un padre ex-hippie si isoli assieme alla figlia per sfuggire al mondo e alle sue trasformazioni. In seguito a problemi cardiaci, decide di rompere questo isolamento e introdurre nella famiglia la sua amante con relativi figli, incrinando in questo mondo la bolla perfetta nella quale erano vissuti padre e figlia per anni.
Mary and Max
Posted in film on 05/07/2010 09:25 am by adminPremetto che se non avete voglia di una storia triste, dovete lasciar perdere per il momento la visione di questo film di animazione.

Anche se non sapete che vi perdereste: è poetico, divertente e triste allo stesso tempo, con uno stile superbo. Ci credo che ci hanno messo ben cinque anni a realizzarlo, un grosso lavoro indipendente che si nota e che è stato premiato variamente. Più di 130 mila immagini montate assieme, e questo è solo uno dei dati che trovate nel link al sito, è impressionante leggere di quanto materiale, quante persone e impegno siano stati riversati in questo progetto. Il regista Adam Elliot è stato ispirato dalle immagini di Diane Arbus nella sua ricerca dedicata ai freaks.
Non vi racconto la storia, dovete vederlo assolutamente. Niente rivincite dei freak, una storia di persone comuni ma non troppo, che scoprono la bellezza di essere accettati per come si è.
Departures
Posted in film on 05/06/2010 09:03 am by adminIl tanatoesteta. Ecco il lavoro del protagonista: curare, truccare e vestire i morti prima della loro cremazione.

Un passo difficile da fare per un violoncellista che ha perso il lavoro e che si ritrova quasi per caso in contatto con questa realtà, dalla quale rimane molto presto affascinato per la delicatezza, l’amorevolezza e la ritualità dei gesti che seguono il momento del trapasso, così difficile da accettare per i cari, di una persona.
Purtroppo la regia è scostante, a tratti quasi farsesca l’interpretazione dei personaggi, a tratti molto realistica. La fotografia troppo scialba non sembra una decisione cercata. Insomma, ci sono vari punti in discussione che non mi permettono di darne nel complesso un giudizio positivo, nonostante mi sia commossa e abbia apprezzato molte parti di questo film (che ha pure vinto un premio Oscar come miglior film straniero nel 2009).
Alice nel paese delle meraviglie
Posted in film on 05/05/2010 10:03 am by adminGià, proprio l’ultimo di Tim Burton. Niente 3d, però, non sembrava così necessario.

Il film è un racconto condensato di vari libri di Lewis Carroll, abbastanza fedele. Alice è ventenne e deve rispondere alla proposta di un matrimonio che non vuole. Per prendersi il tempo di pensarci su, scappa e si perde in un bosco dove comincia a inseguire il Bianconiglio. Qui parte l’avventura che la riporterà nel Paese delle Meraviglie…
Molte sono le citazioni e autocitazioni ma vi si legge anche cura e attenzione ai dettagli che mi hanno appassionata. Vi chiederete perchè il Cappellaio Matto ha i capelli rossi e c’è un motivo, perchè faccia continuamente indovinelli apparentemente privi di senso e pure qui una ragione c’è, o perchè il Fante di Cuori della Regina Rossa abbia un occhio solo e la sua benda a forma di cuore cambi colore in determinati momenti (chissà quante altre chicche noterete!). Nel complesso mi sono piaciute tutte queste piccole cose e la fotografia in pieno stile Burton, meno gotica purtroppo per arrivare quasi al barocco, anche se a tratti ho notato una forzatura nella giustificazione dei personaggi folli di questo universo alternativo - un po’ troppo fantasy e obbligatoriamente disneyano -, che invece in Carroll sembrano sovvertire il senso della realtà senza per forza avere un legame così delineato con la realtà stessa.
