Archive for April, 2010

la pellagra via sms

Anche se ormai è un nome piuttosto noto specie dalle nostre parti, non so se tutti conosciate Marco Paolini.

paolini

Mi son vista il suo nuovo spettacolo intitolato “Bisogna. (la pellagra via sms)”, qualche giorno fa. E vi dirò che lui è davvero bravo, coinvolgente, divertente quando serve. Si parla di Veneto e delle nuove infrastrutture, di come il cemento abbia inghiottito il paesaggio che ormai è un susseguirsi di capannoni tra un paese e l’altro, enormi grattacieli o centri commerciali che spuntano come funghi e tutto il corollario purtroppo ben noto a molte regioni d’Italia e del mondo. Non ci si rilassa, a sentirlo, tanto che alla fine ci ha pure ringraziato, a noi del pubblico, per la fatica e l’attenzione che abbiamo prestato alle sue parole per due ore e mezza di spettacolo che non son mica poche. E siamo usciti con la consapevolezza che le cose devono cambiare, non basta un piccolo movimento quotidiano se non si scuotono tutte le coscienze. Passa parola.

 

Nine

In uno scenario futuro apocalittico, 9 si anima di colpo e cerca di capire dove si trova… Incontra altri come lui, gli unici sopravvissuti alle macchine e ai robot che hanno sterminato l’umanità intera: assieme cercheranno di ricostruire le loro esistenze e di capire cosa sia successo davvero.

tim_burton_9

Questo bellissimo film (date un’occhiata al sito che vi ho linkato: ci sono alcune cosette carine come l’esperimento o il facebook del professore che ha dato vita a 9) di animazione diretto da Shane Acker è prodotto dall’acclamatissimo Tim Burton - vien da dire “e chi sennò?!” -. Da vedere!

 

Ero lì che pensavo

A varie cose, cose che avrei voluto mettere in questo post. Evitando la politica, che di prima mattina già mi aveva fatto arrabbiare, ero passata a nuove tecnologie, cultura, proposte. Non riuscivo a decidermi se ci fosse qualcosa più del resto che meritasse una nota, anche piccola. Allora per divagare un poco mi son messa a vedere illustrazioni e comics che mi piacciono, giusto cinque minuti, giusto per staccare.

kawaiinot(stai attento alle idee brillanti…ti possono bruciare il capoccione)

 

Il piccolo Nicolas (e i suoi genitori)

Si parte subito splendidamente con dei titoli di testa fantastici, che catturano l’attenzione come magia.

flowers

Il film racconta alcuni avvenimenti della vita di Nicolas, un bambino sereno con una vita tranquilla che un giorno, origliando una conversazione dei suoi genitori, pensa che stia per succedere qualcosa che potrebbe cambiare la sua vita per sempre. Ma lui non vuole che succeda e, assieme ai suoi amici, escogita una serie di piani per evitarlo…

piccolo_nicolas

Tratto dai racconti di Goscinny (l’inventore di Asterix) e con lo spunto dei bei disegni di Sempé, questa commedia mi ha fatto sorridere allegramente e passare un po’ di tempo spensierata, guardando le cose dall’altezza di un bambino: qualcosa che sarebbe bello non dimenticarsi mai.

 

Arriva il 4d

Pensavate di esservi stupiti abbastanza dopo la nuova tecnologia di animazione 3d di Avatar?

hobbit

Ebbene, Guillermo Del Toro sembrava promettere di infrangere una nuova barriera del cinema: la possibilità di trovarsi immersi nella storia, nel vero senso della parola. Stimoli ambientali e fisici come odori, calore, spruzzi d’acqua avrebbero accompagneranno la visione del suo nuovo film “Lo Hobbit”, in uscita il prossimo anno.

La notizia, proveniente addirittura dall’Ansa, accreditata dai maggiori quotidiani nazionali e non solo, è in realtà un bel pesce d’aprile in ritardo! Il tutto parte da qui, e fa pensare come i giornalisti italiani abbiano subito preso per buona la notizia senza, evidentemente, verificarne le fonti. Ancora una volta internet ha fatto il suo gioco.

 

Interessante e semplice… come un tempo si faceva per il volgo raccontando le storie attraverso le immagini, story of stuff è un bella idea: vedere per credere.

stuff

 

Agorà

Qualche tempo fa sono riuscita a vederlo, dietro consiglio di saggia persona: vuoi per i motivi che da sempre mi appassionano (libertà di pensiero, filosofia, emancipazione della donna, uso politico della religione…), vuoi per una ricostruzione storica e scenografica meravigliosamente precisa e di effetto o anche solo per il messaggio importante che veicola, questo film merita davvero di essere visto.

agora

Amenábar racconta dell’Egitto nel 391 d.C., quando la filosofa Ipazia conduceva le sue ricerche compiendo incredibili scoperte sul moto degli astri. Nella trasformazione che stava avvenendo all’epoca dal mondo religioso pagano a quello cristiano nascevano molti scontri che coinvolgevano le nuove chiese e varie sette emergenti, tra le quali una delle più sanguinarie, quella dei “parabolani”, usava la violenza come metodo principale per imporre le proprie convinzioni religiose (come accade tuttora nel mondo moderno e civilizzato, anche se gli attori sono diversi). Ipazia e il suo gruppo di discepoli cercano di salvare il loro tempio della saggezza, la biblioteca che raccoglieva tutto il sapere frutto dei secoli precedenti, dalla distruzione per mano dei Cristiani. La protagonista è dunque una donna libera e forte, con un modo di conoscere il mondo attraverso la filosofia che da quel periodo in poi non verranno più tollerati nel nuovo modo di intendere la società e i suoi costumi.

Sì, mi sono commossa. E ho riflettuto. E continuo a pensare che la storia si ripete sempre uguale, nei secoli dei secoli, amen.

 

Italia sì, Italia no

E fu così che discorrendo con bambini delle elementari, si scopre che sul loro sussidiario l’energia nucleare è annoverata tra le fonti di energia rinnovabile, praticamente ecologica. Nella mia testa, puntini di sospensione.

nucleare

Ps: (da Wiki) Sono da considerarsi energie rinnovabili quelle forme di energia generate da fonti che per loro caratteristica intrinseca si rigenerano o non sono “esauribili” nella scala dei tempi “umani” e, per estensione, il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future.

Sono dunque generalmente considerate “fonti di energia rinnovabile” sole, vento, mare, calore della Terra, ovvero quelle fonti il cui utilizzo attuale non ne pregiudica la disponibilità nel futuro, mentre quelle “non rinnovabili”, sia per avere lunghi periodi di formazione di molto superiori a quelli di consumo attuale, sia per essere presenti in riserve non inesauribili sulla scala dei tempi umana (in particolare l’isotopo 235 dell’uranio, l’elemento attualmente più utilizzato per produrre energia nucleare), sono limitate nel futuro.