Archive for February, 2010

Primitivi del futuro

Avete già sentito l’ultimo dei Tre Allegri Ragazzi Morti?

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Per me è sempre strano opinare su qualcosa che fa così parte della mia vita passata/presente, non ho forse eccessiva obiettività. Però provate a farvi qualche ascolto… Vi avviso che vi stupirà, è ben innovativo questo disco fresco fresco che uscirà il 5 marzo 2010. Se volete ascoltarlo senza sapere niente, non leggete. Fatto l’avviso, ve ne racconto un’impressione breve e generale. Anzi, lo potrei riassumere con una parola: “spiazzante”. Immaginate i testi dei TARM su una base totalmente inattesa in levare, tanto reggae. Così a primo impatto è piacevole, anche per il coraggio che hanno dimostrato con una scelta che presumibilmente lascerà perplessi molti vecchi fan.

(Qui trovate alcune spiegazioni dei diretti interessati)

 

Procrastination

Esattamente quello che stavo pensando, mentre sono incappata in questo splendido video…

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                                                                                                   procrastination

 

Sanremo

Finita l’amata/odiata kermesse, si tirano le somme. Oh no, non ho intenzione di fare un papirone su questa manifestazione nazional-popolare che sempre fa parlare di sè, nel bene e nel male. Voglio dire due parole soltanto: ma vi aspettate davvero che vinca il migliore? Ho visto solo a tratti qualche puntata, giusto per dovere di cronaca e per farmi un’idea dell’andazzo generale. Mi è capitato anche di vedere il vincitore esibirsi, e nemmeno per un secondo ho pensato che avrebbe potuto vincere, senza nulla togliere al cantante, ma semplicemente perchè altri cantanti erano molto più bravi o portavano canzoni più interessanti. Per quanto, comunque, non è che ci fosse tutta ’sta eccellenza. Tuttavia si parla sempre di gusti personali, che non tengono conto di tutto quanto gravita attorno a un evento del genere, tra cui sicuramente un sacco di interessi di vario tipo. Italia sì, Italia no, ed è sempre polemica.

SANREMO 2010: SECONDA SERATA

 

Nostra Venere

Sì! Un altro concerto di Carmen Consoli!

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Ci sono stati due fronti compatti, uno pro e uno critico, a opinare sull’esibizione di sabato 20 febbraio a Pordenone. Io mi trovo nel mezzo tra i due. E’ vero, il suono non era sempre così curato, poi la novità di trovarla al basso anzichè alle chitarre, alcuni nuovi arrangiamenti (a me personalmente sono piaciuti…sarà che ne ho sentiti talmente tanti di suoi concerti, che l’innovazione la trovo sempre un ottimo espediente per mantenere viva la musica. E anche se suonano come la disco degli anni ‘80? Meglio!), insomma, una serie di fattori che vedono diversi partecipanti un po’ perplessi a fine serata. Carmen passa da canzoni nuove a quelle vecchie con semplicità, molto spesso spiegandone i contenuti e il contesto che l’ha portata a scriverle, piacevolmente strano sentire anneddoti e riflessioni dalla sua voce, intercalando il tutto con qualche frase in catanese.

Così si passa dall’intro in francese di “Gamine impertinente” a “Lingua a sonagli”, “Vorrei dire”, “Venere storpia”, “Komm Wieder” o “Fiori d’arancio”, per citare alcuni brani: quasi tutti i suoi album toccati oltre all’ultimo “Elettra”, in un mix che accontenta i nuovi e vecchi fan. E, almeno io, me ne vado a casa contenta.

 

Blocco dello scrittore?

Nessun problema. Clicca qui, e potrai creare un micro racconto che usa sì le tue parole, ma te le combina e magari ti risolve il passaggio che proprio non riuscivi a collegare… Non c’è da stupirsi, è la tecnologia baby!

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Amabili resti

L’attesa durava da mesi ormai, volevamo tutti vedere il film di Peter Jackson. Sarò breve: il romanzo che lo genera è stato un best seller, e l’impresa di eguagliarne la capacità descrittiva sembrava fin da subito ardua.

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La storia narra della quattordicenne Susie Salmon, violentata e uccisa dal vicino di casa, e della difficile reazione familiare a questa tragedia. Susie non è ancora arrivata in Paradiso e vorrebbe avere la sua vendetta…

Impeccabile Stanley Tucci e splendida Susan Sarandon, nonostante questo il film risente di molte debolezze, immerso in colori fantastici iper saturi che descrivono il limbo nella quale Susie ancora si trova, prima di passare dall’altra parte, e una semplicistica interpretazione di questa terra di mezzo, un po’ New Age, anche se nel complesso - nonostante la lentezza - risulta abbastanza godibile.

 

versi notturni

Ieri sera, anzi, tarda notte, rientrando in casa ho sentito un verso strano in giardino. E’ durato un bel po’, e ho cercato di memorizzarlo per poter capire di che uccello notturno si trattasse. Di solito cerco di riprodurlo alla bell’e meglio per mio padre che è come un’enciclopedia vivente e che, avendone allevati parecchi, sa subito interpretare i miei gorgheggi bizzarri e indirizzarmi verso l’animale giusto. Oggi, però, non potendolo sentire ho provato a cercare su internet - ormai il risolutore di ogni discussione e dubbio, sic - sperando che ci fosse un equivalente del mio babbo: un sito dove provi a emettere i tuoi gorgheggi e un programma li elabora proponendoti una serie di animali che potrebbero risultare compatibili con i versi emessi. Invece, molto più semplicemente, c’è un’enciclopedia sonora. Ho pensato che sia una cosa bellissima, non l’avevo mai consultata e ho pure trovato l’animaletto in questione appagando la mia curiosità. In fondo mi rimane una malsana idea di chiedere a qualcuno che inventi questo programmino…esiste già? Non sarebbe niente male!

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sull’arte

Non sarà mai finita questa discussione. Per alimentarla un po’, tra i vari testi che ultimamente affollano le mie serate mi sto leggendo un manualone sull’economia dell’arte, da cui cito testualmente:

” (…) il critico è al servizio del modello ufficiale di fruizione, da cui il nonsenso è generato; si dà quindi da fare per convincere il consumatore a non cercare di dare un senso alla propria esperienza estetica: nell’arte, sostiene, bisogna entrare per “gustarne i misteri senza turbarli con l’obbligatorietà di una spiegazione.”

L’intenzione, nel testo, è assolutamente critica e contraria a questo atteggiamento, che è poi quello normalmente adottato invece dai critici d’arte quando spiegano le cose alle persone comuni. Suppongo anche che qualcuno nel leggere sarà sobbalzato all’uso del termine “consumatore” d’arte, perchè - e cito sempre il testo - “l’arte non si consuma, si fruisce”. Pure qui l’accento è marcatamente ironico. E ora come la mettiamo? Mi mancano ancora quattrocento pagine, ma sto incontrando molte possibili spiegazioni ai miei dubbi di sempre…

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50 anni colorati

E così l’ormai mitico Ferruccio Soleri festeggia i 50 anni nei panni dell’”Arlecchino servitore di due padroni” così come Strehler lo scrisse: l’attore ottantenne - arzillo come un giovane quando è in scena - ha reso famoso il personaggio rendendolo ironico e acrobatico, inimitabile. Dopo calcoli e indagini di mesi, il comitato del Guinness mondiale ha decretato che il record è suo, per aver replicato oltre duemila volte in cinquant’anni lo spettacolo vestendo la maschera di Arlecchino. Per una volta mi viene da dire che è un primato invidiabile.

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La prossima catastrofe

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Come spesso accade dopo una tragedia, per lucrare un po’ sullo spavento del mondo intero, qualche giornalista si prende la briga di intervistare i geologi per sapere dove succederà la prossima catastrofe e farci su un articolo. Non vi spaventate per la vostra incolumità, sembra che l’attività sismica più degna di nota per i tempi futuri riguardi altre zone della Terra rispetto a dove siamo noi ora, e cioè il delta del Mississippi negli Stati Uniti, l’Anatolia in Turchia, la placca pacifica in Australia, il Nepal e il Giappone. Non sono esperta ma voglio sperare che se ci sono previsioni qualcuno dia retta agli studiosi prima che un terremoto accada. Qui, tra i vari siti, potete trovare altre notizie: ovviamente c’è un sacco di gente che fa previsioni da sempre sull’argomento e se siete interessati lo saprete meglio di me e del signore che ha scritto l’articolo per il panico generale!