Archive for September, 2009

Basta che funzioni

Come dice sempre lui…”Basta che funzioni”!

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Nel mio animo grossa attesa per il nuovo film di Woody Allen, da me molto apprezzato regista nonostante alcune discordanze sui suoi ultimi lavori. In effetti si ride eh, di battute buone ce ne sono, vorrei ricordarne qualcuna a memoria…

La storia narra di un brontolone presunto genio di nome Boris Yellnikoff che tedia i pochi amici rimastigli con sproloqui sull’inutilità e mancanza di senso dell’esistenza. Viene avvicinato una sera da una ragazzina vagabonda scappata di casa, che si installa nel suo appartamento e dà una svolta alla sua esistenza. Da qui parte un susseguirsi di eventi che culmineranno in un finale inatteso, a tratti davvero esilarante!

Pensate che Dio sia un buon arredatore?

 

Siamo all’undicesima ora?

Solitamente se si parla di catastrofi e imminente fine del mondo, il pubblico accorre alla visione.

11ora

Che accade quando queste catastrofi sono reali e così sembra essere la fine del nostro mondo? Questo documentario narrato da Leonardo di Caprio è strutturato come i classici americani, con molti diversi esperti che cercano di rendere la situazione per quella che è (allarmante) e di spiegare anche perchè non è vista come tale dalla maggioranza della gente (serve dirlo?). A chi è interessato al tema (a me sembra pazzesco chi se ne infischia! Ultima parentesi.) non risulterà molto informativo o con idee innovative, tuttavia elogio lo sforzo di consapevolizzare l’opinione pubblica su quanto dovrebbe stare a cuore a ogni essere umano, soprattutto nel paffuto mondo occidentale. E chissà che gli interessi politici ed economici non possano subire qualche modifica nella giusta direzione!

 

la vie en rose

Se siete appassionati di Edith Piaf, vedetelo. Ma anche se non lo siete.

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Che dire, il documentario (un po’ lungo, effettivamente, tuttavia doveroso) raccoglie i fatti salienti della vita di una cantante che ha segnato la sua epoca, in Francia e nel mondo, molti dei quali credo siano sconosciuti ai più o quantomeno alla mia generazione. Tra miseria e fortuna, è il ritratto di una donna tenace e talentuosa che non può lasciare indifferenti. La protagonista, Marion Cotillard, è davvero perfetta in ogni momento (l’interpretazione le ha valso l’Oscar come migliore attrice), e la fotografia merita una sottolineatura poiché in certi momenti è poetica e riuscitissima. Se già prima canticchiavo il motivo de “La vie en rose“, adesso mi ci vorrà un po’ per passare ad altro… (”Non, je ne regrette rien” è foneticamente molto più impegnativa!)

 

 

Videocrazia

Mi dissuasero dal vederlo: cose trite che noi italiani conosciamo a memoria. E questo è vero. Forse è anche un po’ vero che sembra pensato per un pubblico straniero. Ma tutta la polemica che ha innescato, nonché gli ostacoli alla sua distribuzione… troppo perchè me lo facessi sfuggire così. Sì, sto parlando di Videocracy, il documentario di Erik Gandini.

 videocracy

Allora, perchè se sono cose così palesi che tutti gli italiani dovrebbero sapere, la situazione italiana (vedi simpatici conflitti di interessi, tanto per iniziare una lista che non mi starebbe nella parentesi) non sembra mostrare incrinature? E qui si potrebbe davvero aprire un dibattito enorme.

Nel documentario ci si focalizza principalmente su alcuni personaggi della tivù degli ultimi anni, senza troppe ambizioni di raccontare tutto, impresa chiaramente impossibile in così breve tempo. Durante la proiezione ho ridacchiato spesso, vuoi per i personaggi assurdi che rilasciano dichiarazioni improbabili o semplici sguardi come quello sempre sorridente e per questo maggiormente inquietante di Lele Mora, agente, o ancora le parole dell’ingenuo “tarantolato” wannabe, Riccardo. Non mi sono infastidita perchè non c’è niente che non sapessi già, mi sono tuttavia chiesta se questo documentario potrebbe cambiare davvero qualcosa.  Poi ho osservato la gente che usciva dalla sala alla fine e ho capito che forse questo film arriverà solo a chi già è ricettivo e critico rispetto all’argomento, ha avuto risonanza internazionale, ma il nostro orticello presumibilmente non subirà una piega…

NOTA POSTUMA: Dopo l’ampio dibattito suscitato dalla trasmissione televisiva Striscia la notizia, mi sento in dovere di rettificare anche il post, pur non avendo menzionato il fatto che tanto scalpore ha suscitato. Il documentario “creativo” di Gandini (così è stato definito), si apre con un filmato degli anni Settanta attribuito alla televisione di Berlusconi, nella quale casalinghe desiderose di uscire dalla routine si spogliavano per un quiz telefonico rivolto agli spettatori, se questi indovinavano la risposta. Il male nasce da qui, sentenzia il regista. Ebbene, la trasmissione era di Teletorino e non aveva niente a che fare con il politico in questione, inventata invece da un altro individuo che infastidito ne rivendica ogni paternità e nega legami con Berlusconi. Tutto ciò per dire, va bene, ci sono molti altri argomenti di cui discutere sul losco figuro, tuttavia se si parte a fare un documentario inventando le cose, non ci siamo per niente. E soprattutto, che strano che nessuno abbia verificato le fonti, vero? Troppo presi dal fastidio, al solito.

 

Constantine

Tra le non ultime novità mi son vista Constantine (2005), che son sicura quasi tutti avrete già visto.

constantine

Il detective John Constantine è un personaggio tratto dai fumetti della serie Hellblazer (creato da Alan Moore), interpretato nel film da Keanu Reeves e affiancato dalla poliziotta scettica Angela Dodson, che cerca di scoprire i motivi del presunto suicidio della sua gemella e coinvolge John in una serie di eventi incredibili, mettendo in discussione persino l’esistenza dell’uomo per come la conosciamo. I demoni e le varie creature soprannaturali non possono transitare liberamente sul nostro “piano” e hanno sempre bisogno di un corpo… il film ci conduce attraverso figure fantastiche, credenze religiose e la fede per risolvere un mistero. Non credete nel diavolo? Dovreste, dice Constantine, lui crede in voi.

“Io sono quello che esce dall’ombra, strafigo e arrogante con soprabito e sigaretta, pronto ad affrontare la follia.”

 

Black Dahlia?

Mi raccomando, state molto attenti quando noleggiate un film: vi potrebbe malauguratamente capitare di scambiare un film con un altro dallo stesso titolo! O forse succede solo a me che ogni tanto faccio sei cose contemporaneamente. Comunque, vi ragguaglio sul film non appena riesco a vedere quello che intendevo veramente vedere (come noterete dal link, un sito autorevole quale imdb vota quest’altro 1,4/10 e ho detto tutto - per quanto ne abbia visto un pezzo piccolo e il resto più o meno in fwd per sapere come andava a finire -).

Tornata dalle vacanze, si ricomincia!