Archive for June, 2009

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

Ho esitato a lungo prima di leggerlo, perchè il titolo mi impediva di prendere il libro in mano e sfogliarlo (curiosi sentieri della mente) e non avrei mai pensato che mi sarebbe piaciuto.

caneucc

In breve, vi consiglio di leggerlo non certo perchè è scorrevole (aggettivo di solito usato nei giudizi dei temi di italiano o per recensire romanzi da ombrellone), ma perchè la scrittura è particolare e ricca. Christopher, il protagonista, è un ragazzo che soffre di una forma di autismo, e racconta una storia partendo dall’idea di scrivere un giallo sulla morte del cane dei vicini, un libro che si evolverà con piccoli indizi per costruire un quadro ben più ampio della sua vita e il racconto che ne nasce è profondo e coinvolgente, per nulla banale.

 

Coraline

Sì, sono forse di parte, ma mi piace davvero lo stile che ricorda totalmente Nightmare before Christmas, anche se ammetto che non riesce a superarlo, almeno nella mia classifica mentale.

coraline

Coraline (nome nato da un banale errore di battitura) è una bambina sveglia che si trasferisce con i suoi genitori in una nuova casa, dove incontrerà bizzarri personaggi. I genitori sono molto presi dal loro lavoro, e non le dedicano l’attenzione che dovrebbero. Così la bambina comincia ad esplorare i dintorni della casa e il suo interno, e scopre una porticina, che conduce…all’altro mondo. In questo posto c’è una copia quasi identica della sua famiglia e della sua vita, ma piena di amore e attenzioni che da quella vera non riceve parimenti, e da qui parte l’avventura tra gatti parlanti, topi ballerini e cannoni che sparano zucchero filato.

Non ho ben capito perchè molta gente pensi che i film di animazione siano automaticamente adatti alla visione da parte dei bambini, ad ogni modo sconsiglio di portarci i piccoli se non volete uscire a metà film bagnati delle loro lacrime come è successo a conoscenti. Per concludere, qui il sito o.v. con un paio di contenuti carini (volete cucire i bottoni sul vostro ritratto?) e qui, per i curiosi come me, troverete una risposta ai dubbi che vi assalgono dopo i titoli di coda (sempre che ve li vediate tutti).

 

Vita di un’operatrice teatrale

Fa molta scena il titolo, ma non sapevo come altro chiamarlo questo post. Con la solità umiltà, mi accingo a fare questo mestiere del quale ho tutto da imparare, e mi stupisco al confronto con alcuni mostri sacri del settore quando questi mi rivolgono la parola e magari mi chiedono un’opinione… Come sempre quando mi trovo davanti a persone che hanno lavorato una vita più di me, oltre alla reverenza tento di imparare un metodo, le accortezze, scoprire la via per vedere “come si fa”. È una bella sfida, e mi piace. Cercherò di far sempre tesoro.

carovana

Eccoci qua. Siamo venuti per poco perché per poco si va. E il sipario è calato  già su questa vita che tanto pulita non è e ricorda un po’ il colore di certe lenzuola di certi hotel, che il nostro nome ce l’hanno già e ormai nemmeno ci chiedono più il documento d’identità. E allora eccoci, siamo qua. Siamo venuti per niente perché per niente si va. E c’inchiniamo ripetutamente, e ringraziamo infinitamente… Abbiam lasciato soltanto un momento la nostra vita di là, nel camerino già vecchio, tra un rubinetto e lo specchio.*

 

il gatto?

geniale, Gipì.

gipi

 

Una città per gioco a Vimercate

Sono stata a questa bella manifestazione che, per gli operatori professionisti, consiste nel vedersi circa otto spettacoli di teatro ragazzi durante la giornata, condita anche con qualche conferenza e con tutte le prassi di rito. Venendo dal mondo della musica, ho inevitabilmente paragonato questo ambiente e le persone che lo compongono con quello che conoscevo prima, e devo dire che le dinamiche sono effettivamente simili anche se - forse sono stata fortunata - le persone mi sono sembrate meno improntate commercialmente, quanto più attente a temi vari e anche a farsi piuttosto una bella chiacchierata, che a tentare di fare i propri interessi.

vimerc

Ora mi preparo alla prossima, tra qualche giorno, e poi tirerò le fila del tutto!

 

Uomini che odiano le donne

Ero stata attratta da: titolo, locandina, recensione introduttiva, argomento (il film è tratto dall’omonimo libro di Stieg Larsson).

Uscendo dal cinema, nonostante l’ora tarda (dura 2.30 h), è nata una breve discussione su ciò che definisce un film e quello che invece si chiamerebbe cinema… È complesso da spiegare in poche parole, il succo è la sensazione che si ha mentre si guarda il film di star guardando un film da cinema o da tv, diciamo. Uno degli indizi è che se si fatica a tener a mente i personaggi dall’inizio, forse è un film tv, anche se non si può circoscrivere a questo e non è detto che sia sempre così. Se la discussione prende il via, argomenteremo meglio il tutto.

Questo breve cappello introduttivo per dire che, come avrete capito, è un film di quelli che potresti guardare una sera alla tivù per noia. Si spaccia per un thriller, ma io che sono una spettatrice solitamente attenta e spaventabile, verso la fine mi son scappati tre sbadigli almeno, e si intuisce da troppo tempo prima chi è l’assassino (non è il maggiordomo, ma…). Insomma, i colpi di scena non son tanto riusciti, a mio parere. Invece, voglio spendere due parole sull’attrice principale, Noomi Rapace, che è davvero brava e bella nei panni di una giovane controversa ricercatrice dark piena di piercing e tatuaggi (Lisbeth Salander), e che ha fatto un lodevole lavoro sul personaggio.

Chi ha letto il libro dice come sempre che non c’è paragone tra tutto il materiale scritto e la sua trasposizione cinematografica. Non credo lo leggerò, e mi fido. Sono, però, rimasta impressionata dalla violenza di alcune scene (che nel libro si dice siano ancora più numerose), e fondamentalmente dalla ricchezza del personaggio femminile principale, che non trovo per niente “parente di Pippi Calzelunghe”, come alcuni l’hanno definita, ma abbastanza vicina a Philip Marlowe versione donna, moderna e determinata ad andare avanti nonostante le capiti di tutto.

 

Libro del desiderio II

Una volta che sei stato messo dentro, sei stato messo dentro per sempre. Questo è l’amore. A volte è più grande della Morte, a volte più piccolo, a volte delle stesse dimensioni.

Leonard Cohen (da “Jana pensa a John”)

 

Truman Capote

Non mi dilungherò a raccontarvi del film perchè mi sono annoiata per la maggior parte del tempo. Forse ero stanca, forse non mi bastava l’ottima interpretazione di Philip Seymour Hoffman che è davvero un grande attore e ha pure vinto l’Oscar per questo. La storia di Capote è interessante, così come il suo legame con Harper Lee (interpretata da Catherine Keener) che ha scritto il memorabile ”Il buio oltre la siepe“, ma non mi ha lasciato un’impressione particolare. Sono pronta a discuterne…

 

Libro del desiderio

E chi non ne può più

dei pensieri pesanti

li terrà cari

nel suo rifugio.

Leonard Cohen