Archive for March, 2009

Gran Torino

Ebbene sì! Me l’ero ripromesso e sono andata a vederlo (dopo l’ultima esperienza ho prenotato i posti nella microsala, tiè).

Piccolo riassunto: Walt Kowalski (Clint Eastwood) è un vecchio burbero reduce dalla guerra in Corea che vive nel Michigan in un quartiere ormai totalmente multietnico dove di bianco americano è rimasto solo lui. Si troverà ad affrontare l’inevitabile confronto con i vicini di casa e una cultura a lui totalmente estranea, che rapidamente, però, lo coinvolgerà e lo assorbirà facendogli incontrare due giovani coreani, fratello e sorella, che cambieranno il suo modo di vivere e agire.

Vi assicuro che il vecchio Eastwood ha saputo costruire una trama e una sceneggiatura di grande forza, ma anche di un’ironia e schiettezza disarmanti. Si ride un sacco durante il film, perché solo lui si può permettere certe battute da pistolero moderno e le sue espressioni magistrali inequivocabili creano momenti di comicità irresistibili. Come da copione si piange anche, e sono trattati dei temi che toccano il cuore del nostro vivere di persone singole e di comunità. Gran film, davvero. Mi chiedevo anche quanto saliranno le quotazioni della Gran Torino…

 

Watchmen? No, grazie

Non voglio essere polemica, solo darvi un’impressione come al solito! Qui potete trovare qualche informazione sulla storia dei fumetti di Watchmen, sulla quale non mi dilungherò.

 

Nemmeno sulla storia raccontata nel film ho intenzione di dilungarmi, vi segnalo soltanto un blog dove potete trovare ulteriori informazioni…E, che dire, io ci sono andata a vederlo, ho patito i 130 minuti circa di durata, sembrava che non finissero mai. A parte qualche fotografia carina, non ci ho trovato niente che fosse davvero appartenente al fumetto o che non rendesse i personaggi degli ordinari supereroi. Dal regista di 300 mi aspettavo qualcosa di meglio.

 

L’onda

Il cinemino dove vado a vedere i film ieri aveva fatto il pieno in una delle microsale, niente Gran Torino perciò (ma a breve vi saprò dire!). Frustrazione, ma ormai son lì, quindi ripiego su L’Onda.

Con un’ottima colonna sonora, L’Onda in sintesi è una storia ambientata nella Germania odierna, dove tutto parte da un’esercitazione scolastica sul concetto di autocrazia. L’insegnante Rainer Wenger cerca di mettere in pratica alcuni concetti per sciogliere lo scetticismo iniziale degli alunni sulle dittature e i governi ostracisti. Il dibattito è delicato, in quanto spesso si tocca il tema del nazismo e del retaggio storico che ancora pesa sulle spalle dei tedeschi. Si crea così L’Onda, un movimento di ragazzi che trova fondamento in valori di solidarietà, disciplina e l’eliminazione delle differenze esteriori attraverso l’uso di un particolare abbigliamento. Pur essendo un esperimento di pochi giorni, la situazione sfugge di mano al professore…

Basato su una storia vera, accaduta in California (Palo Alto) nel 1967, il racconto fa riflettere sul tema e soprattutto sul crollo delle nostre certezze di esseri umani, sulla violenza e il potere del gruppo di appartenenza. Il fatto poi che sia ambientato in Germania, completa il quadro arricchendolo di una serie di particolari e di argomenti visti sotto una luce diversa, in una prospettiva intrigante e sconvolgente. Saremmo in grado di creare una dittatura in un paese evoluto e civilizzato che, soprattutto, ne ha passata una storicamente così devastante per la sua popolazione e per il mondo intero? E l’Italia, da questa riflessione, non è di certo esente.

 

The Wrestler

Al solito, in onestà: andatelo a vedere.

Non mi dilungo sulla storia ma ve la racconto per sommicapi. Robin “Randy the Ram” è un lottatore professionista di wrestling, che vive dei fasti della sua carriera di vent’anni fa, continuando a combattere in piccoli palchi. Pieno di medicine, con l’apparecchio acustico e gli occhiali sente di essere arrivato ormai al capolinea ma di non aver costruito niente nella sua vita se non l’immagine di se stesso, che continua a curare con dedizione. In seguito ad un infarto al termine di un incontro particolarmente intenso, cerca di recuperare il suo rapporto con la figlia che non vede da anni e nel frattempo di instaurare una relazione con una spogliarellista della quale è cliente fisso in un locale.

Mickey Rourke è spettacolare, quasi quasi ci stava l’Oscar. E’ riuscito a emozionare anche me che il wrestling lo trovo poco interessante e non lo ho mai seguito. Il suo personaggio è di poche parole, tutto il resto del significato che scorre sotto le immagini lo si coglie dal suo sguardo e dai suoi gesti…In questo è aiutato dall’ottimo regista Darren Aronofsky che attua scelte di ripresa azzeccate per tutta la durata del film, confermando ancora una volta di essere davvero in gamba soprattutto perchè il tema avrebbe potuto facilmente scivolare nella piattezza.

 

Lombroso

Ieri ho visto lo splendido duo a Codroipo.

In attesa di farne recensione (si spera!) e di pubblicarla qui, vi posso consigliare di andarli a vedere se vi capitano nelle vicinanze ma anche se dovete farvi un po’ di strada: meritano uno sforzo. Sono in due, ottimi musicisti, e sul palco danno un’energia che ti travolge e che nei pezzi puliti che avevo sentito registrati non traspariva così tanto. Il resto ve lo racconto presto…

 

Il lettore - The reader

Qualche giorno fa ho visto The reader.

Non ero molto convinta mentre compravo il biglietto, mi sembrava che la storia potesse far leva su triti clichées…Insomma, non mi aspettavo di essere emotivamente molto coinvolta da un racconto che presumevo d’amore.

Invece mi è piaciuto tanto, mi ha toccato per dettagli e mi ha stimolato con pensieri che non avrei detto qualche ora prima. La storia è, in parte, d’amore, ma nella sua complessità raccoglie molti altri elementi che gravitano attorno agli accadimenti storici della Germania nazista. Il sedicenne Michael incontra per caso Hanna, una donna modesta che lavora come controllore dei biglietti sul tram. Tra i due nasce subito una passione intensa, cominciano a frequentarsi a casa di lei per fare l’amore. Parlano poco delle loro vite, ma un giorno il giovane comincia a leggere qualche passo da un libro che aveva in consegna come compito di scuola: da quel momento Hanna introdurrà il rito della lettura prima dell’amore. La loro unione dura solo qualche mese, ma segnerà Michael per tutta la vita. Nel frattempo il ragazzo continua gli studi per diventare avvocato, e durante un processo che stava seguendo con i compagni di corso, rivede Anna al banco degli imputati. Scopre che la donna aveva fatto parte delle SS e si trova a dover decidere se aiutarla, rivelando alla corte un’informazione che potrebbe diminuire l’entità della condanna, oppure non agire…

La ritualità tranquillizzante della storia (la lettura ma anche il bagno che ricorre spesso nelle scene tra i due amanti) che percorre il film nella sua prima parte viene rotta durante il processo, che segna un forte stacco. Si parla di etica, diritto, amore, ragione e fino alla fine non sono riuscita a decidere da che parte stare. Kate Winslet mi è piaciuta in un ruolo ambiguo e duro, quasi ingenuo a tratti, capace di dare una scossa ai principi razionali che dettano il buonsenso, e David Kross, che interpreta Michael da giovane, ha una profondità e una bravura che fanno ben presagire per la sua futura carriera. Unico dettaglio fastidioso? Che i libri, protagonisti del film assieme agli attori principali, siano scritti in inglese!

 

Sempre allegri bisogna stare

Ecco la recensione che è apparsa su Il Giornale della Musica on line sulla Bandabardò, concerto del 14 febbraio 2009 a Pordenone. 

Bisogna ammettere che a un loro concerto si va sul sicuro: due orette piacevoli tra chiacchiere, musica e ballo sono garantite. La band si presenta sul palco con la formazione consolidata che vede Enrico Greppi alla chitarra acustica ritmica e alla voce, Alessandro Finazzo alla chitarra, Marco Bachi al contrabbasso e basso, Andrea Orlandini alla chitarra elettrica e alle tastiere, Alessandro Nutini alla batteria e Jose Ramon Caravallo Armas alle percussioni e alla tromba. Il tour che li sta portando in tutta Italia segue l’uscita di settembre 2008 del nuovo disco “Ottavio”, curiosamente strutturato come un dramma teatrale in quattro atti sulla vita dell’antieroe Ottavio, maschera dell’innamorato nella commedia dell’arte, che nella vita è alla ricerca di amore e felicità. Si comincia con il brano “Uomini celesti”, attorno a me il pubblico già balla con gran sorrisi (anche le signore non più tanto giovani che mi stanno davanti). Dopo il brano “W Fernandez” le mani sono tutte su, basta un piccolo cenno del cantante perchè la partecipazione non manca e così sarà per tutta la durata del concerto. Il repertorio spazia tra i passati album “Fuori orario”, “Tre passi avanti”, “Se mi rilasso…collasso”, “Mojito football club”, per citare i più conosciuti, ma ovviamente non mancano i pezzi tratti dall’ultimo disco. Il gruppo mette in scena una vera e propria narrazione con tanto di costumi scherzosi per fare da preambolo al racconto musicato della vita di Ottavio, dall’infanzia (“Bambino” e “Timido tango”) passando per le cattive compagnie (“Lilù si sposa”), l’amore (“Senza parole”) e la fuga (“La vedova Begbick”). Quando partono le prime note applausi e urla accolgono tante delle canzoni che sono ormai simbolo della Bandabardò, “Filastrocca 2”, “Ubriaco canta amore”, “Mama nonmama”, ma anche il piccolo tributo a De Andrè con “Un giudice”, cantata dal pubblico emozionato in coro. Dopo il bis e un finale danzerino, le persone che gremiscono il locale si diradano contente e di certo ci saranno numerosi coretti in macchina al ritorno…