Posted in film on 01/27/2009 03:38 pm by admin
Sono andata al cine aspettandomi grandi cose, ho visto Milk.

Sean Penn è davvero ottimo nel ruolo del primo omossessuale americano dichiarato che nel 1978 è riuscito a ottenere un incarico politico in California. Il film, diretto da Gus Van Sant, è la biografia di Harvey Milk, girata in stile documentario - alcune scene sono tratte da archivi dell’epoca - che ripropone i tratti salienti della vita di quest’uomo politico, assassinato da un ex consigliere comunale assieme al sindaco di San Francisco.
Molto spazio è lasciato nella storia alle lotte per l’affermazione dei diritti degli omosessuali e alla dura repressione che hanno subito centinaia di persone, picchiate e discriminate per il loro orientamento sessuale, con immagini e parole che non possono lasciare indifferenti.
Se da un lato, perciò, il film è coinvolgente e fa leva sull’animo dello spettatore, aiutato anche dall’interpretazione di Penn (candidato all’Oscar), dall’altro lato risulta a tratti lento e forse retorico, per quanto la prospettiva sia totalmente condivisibile.
Posted in libri on 01/22/2009 03:40 pm by admin
Ho finito da poco Firmino e ho alcune considerazioni da fare.

Ero stata tratta in inganno da fascette rosse inneggianti la grandezza dell’autore e commenti sull’ultima di copertina rilasciati da vari autori stimati o meno, anch’essi in un tripudio di belle parole dedicate al romanzo. Di solito non lo faccio mai, dico, leggere queste cose. Ma quale che sia il motivo, le ho lette. E ho perciò iniziato il romanzo di malavoglia.
Firmino è il tredicesimo cucciolo di una nidiata di topi nato in una libreria di Boston negli anni Sessanta. Fragile e malaticcio, non riesce a nutrirsi a sufficienza data la scarsità di mammelle della madre e scopre attorno a sè una nuova risorsa, i libri. Comincia con l’assaggiarli, scoprendo che ognuno è caratterizzato da un gusto differente, e presto diventa anche un vorace lettore, cominciando a identificarsi con i personaggi della letteratura di ogni tempo.
Ci sono tante cose dentro Firmino, che hanno vinto anche la mia iniziale reticenza. Non è che Sam Savage utilizzi un linguaggio accattivante, se non a tratti, o che narri la storia con particolare stile, ma ha una sua peculiarità, qualcosa che percorre tutto il testo fino alla fine, che coinvolge davvero. Mi ci sono affezionata, a Firmino e al suo piano mignon, o forse alle immagini che dal libro scaturiscono e dalla passione per la lettura che trasuda ogni parola in esso contenuta.
Posted in libri on 01/10/2009 06:19 pm by admin
Ho preso in mano il libro e ho cominciato a leggerlo senza sapere bene a cosa andassi incontro, essendomi stato regalato e non avendone mai sentito parlare prima. L’ho letto in due giorni.

Il romanzo è suddiviso in tre grossi capitoli, e da subito emerge un modo di scrivere scarno che mira all’essenziale, a farti entrare nel personaggio che racconta la propria esistenza.
Si comincia a seguire la vita di due gemelli durante la seconda guerra mondiale, consegnati dalla loro madre a una nonna che vive in campagna e che li tratta senza amore, li fa lavorare, senza cure e senza educazione. I due bambini sopperiscono come possono alle carenze di affetto e non solo, lavorano sodo e si guadagnano soldi extra per potersi comprare vestiti, scarpe, sapone e tutto il necessario a una vita decente. Metodici fino all’estremo, esercitano corpo e anima a non provare dolore di alcun tipo, in un mondo che li mette a contatto continuamente con cattiveria e sofferenza.
Basterebbe per rendere la storia avvincente e viva, nello stile tagliente e secco della Kristof, tuttavia a questa storia se ne affiancano altre, in un ribaltamento di ottica e prospettiva che fa riflettere sulla storia stessa, sui personaggi che la raccontano. Ognuno di essi ha dentro un mondo, e ogni mondo è complesso e differente dagli altri, le parole si mescolano di bocca in bocca senza obiettività e non si può capire quale sia la verità. Sempre che esista.