Archive for November, 2008

produci consuma crepa

Riflettevo in questi giorni sulla giornata del non-consumo, indetta per il 28 novembre 2008.

Quello che leggo sul sito di Adbusters è la solita solfa sul futuro collasso globale. Sono d’accordo con quanto dicono, pur essendo argomenti triti, ma forse ritengo quasi superfluo cercare di fare azioni di sensibilizzazione di massa, vedi “M’illumino di meno”. Il paradosso è che vi partecipo, perchè continuo a pensare che l’unico modo di cambiare le cose sia partire dal privato, ma in maniera costante.

Vabene fare tutti quanti un nostro piccolo bel gesto che ci accomuna e ci lava la coscienza sensibile ed ecologista, ma la dissonanza cognitiva diventa ingestibile se poi per tutto il resto del tempo ce ne freghiamo del riscaldamento globale, dello scioglimento dei ghiacci e dell’esaurimento delle risorse! Perciò, coerenza please. Forse davvero insieme si possono cambiare le cose.

 

faccialibro

Sembra che una questione portante di questi giorni è Facebook. Qualche anno fa, mentre all’estero già era utilizzato ampiamente dalla popolazione internettiana, in Italia - so, è superfluo dirlo - nessuno se lo calcolava minimamente, questo libro delle facce. Qui trovate vita morte miracoli di Facebook.

E ora arriviamo, lenti, anche noi della penisola. I motivi per entrarci sono i più svariati: chi ci entra per sbaglio (vuoi vedere le mie foto? clicca qui…e io così mi son fatta l’account!), chi per socializzare persino con i compagni dell’asilo (se non ci vediamo da decenni, ci sarà un perchè), chi per far vedere che ha tanti tanti amici (che poi magari nemmeno si ricorda la faccia. a tal fine l’icona rappresentante l’utente può tornare utile), chi per controllare la vita di chiunque conosca (e ce ne sono, credetemi).

Oltre all’essere resi pubblici in ogni forma e maniera, potenzialmente 24h su 24h, con questo grande fratello allargato all’atto della sottoscrizione accetti il fatto che il tuo account non lo potrai levare mai più dalla rete. E sennò, che rete è!

Fioriscono gruppi di qualsiasi sorta al suo interno, e chiunque possieda un account ne può realizzare uno. Sembra che quello che va più forte è “Al lavoro cazzeggio su Facebook”. E dunque al lavoro, parlando delle classiche cose serie, cominciano i primi campanelli d’allarme, così Facebook sembra sarà bannato dai siti consentiti alla navigazione sui posti di lavoro. A parte il panico di chi ormai ne è dipendente all’idea di venir privato di tale strumento ritenuto “socializzante” (in maniera distorta), credo che come per qualsiasi altra distrazione derivante da internet, ne uscirà sempre una nuova! E la censura serve a poco.

Chissà com’erano i tempi in cui per distrarsi si passavano le ore a guardare fuori dalla finestra.

 

Mediamente isterica

Carmen Consoli @ New Age Club, Roncade (Tv) 07/11/08

 

Nuovo tour per la “cantantessa” catanese in seguito alla pubblicazione dell’edizione deluxe di “Mediamente isterica”, album del 1998 riproposto dieci anni dopo in nuova veste.

Per chi, come me, la segue dagli esordi, Carmen Consoli appare alquanto diversa, molto maturata e, come lei stessa afferma, l’esigenza di remixare questo particolare disco (all’epoca registrato su nastro) è stata quasi un’urgenza dovuta in parte alla volontà di reinterpretare le canzoni in maniera diversa, meno acerba, ma allo stesso tempo dettata dalla sostanzialmente invariata realtà che l’album racconta. Un rispecchiarsi leggermente diversi, insomma, tra personaggi e parole che sono per lei quanto mai attuali.

In questo doppio cd trovano spazio sia i brani originalmente contenuti nell’album e riarrangiati, che rarità e outtakes relative alla registrazione in studio e live, oltre a un inedito e piacevole brano che all’epoca non fu incluso perché ritenuto troppo ripetitivo.

Sul piccolo palco del club, le sue movenze femminee e seducenti fanno impazzire i fan, tanto che ogni suo gesto o mossa scatena più di qualche - insopportabile - urletto dal pubblico adorante. Nuovo look e nuovi arrangiamenti, oltre che nuova formazione, in seguito anche alla recente scomparsa del bassista Leandro Misuriello, che vede Carmen Consoli alla voce e chitarre, Leif Searcy alla batteria, Vincenzo Virgillito al basso, Massimo Roccaforte e Santi Pulvirenti alla chitarra.

La scaletta propone alcuni dei più noti brani dell’album, iniziando prepotentemente con una versione rockeggiante e piena di “Mediamente isterica”, seguita tra le altre da “Sentivo l’odore” e dalla delicata “Autunno dolciastro”. Tra continui cambi di chitarra e di ritmo, trovano spazio brani più intimi come “Ennesima eclisse” e “In funzione di nessuna logica”, che creano pause quasi riflessive, per culminare in “Geisha”, proposta in una versione sporcata e distorta specie nei quasi due minuti conclusivi di riverbero in cui Carmen impugna la sua Fender rosa e duetta con il chitarrista e con il batterista. Durante il concerto non mancano anche riferimenti alla situazione politica mondiale, sulla scia del brano “Echi di sirene”, mentre alle spalle del gruppo passano varie immagini di guerra nel video realizzato da Salvo Noto. Arriva anche il momento dell’acclamata “14 luglio”, accompagnati da coretti di uomini e donne a profusione, e di “Anello mancante”, sola voce e chitarra classica (anche qui, però, con un tocco di femminilità: la fascia per chitarra del fumetto Hello Kitty). Copioso è anche l’uso del distorsore vocale, che in alcuni pezzi risulta davvero riuscito, come in “L’ultima preghiera”, eseguita mentre sul fondo passano video di roghi di streghe ed eretici realizzati attraverso immagini tratte da noti film. Nel secondo set finalmente il pubblico ha modo di sentire il brano inedito “L’uomo meschino”, e versioni sempre molto rock di “Per niente stanca” e “Fino all’ultimo”, oltre all’immancabile “Confusa e felice”, la canzone che la ha portata al successo e la ha fatta conoscere, amare o odiare dal grande pubblico. Passano ancora video con le immagini degli avvenimenti più importanti dell’anno di uscita dell’album, e il concerto si conclude con “Venere” per la gioia di molte delle presenti, e un ultimo, solitario e adorabile bis con il brano tratto dal suo primo album “Due parole” intitolato “Quello che sento”, con il quale Carmen, sovrastata dai lunghi applausi, saluta con affetto coloro che la seguono e che numerosi sono accorsi a sentirla ancora una volta.

 

a sevilla il mio world music weekend

Sono rientrata più o meno in forma dopo una mezza settimana veramente intensa a sevilla, dove si è tenuta dal 29 ottobre al 2 novembre “the world music expo”, meglio nota come Womex 2008.

Foto di Edvard Molnar

I numeri sono notevoli, e li potete vedere dal loro sito, qualcosa come tremila operatori del settore che si dividono i centinaia di stand presenti alla fiera principalmente dal giovedì al sabato. Sebbene la lingua ufficiale sia l’inglese, dopo qualche giorno la maggior parte dei partecipanti che hanno contatti per ore e ore di seguito con persone provenienti dai luoghi più disparati, mastica bene anche l’esperanto e il linguaggio dei segni. E’ divertente soprattutto quando si ha a che fare con espositori koreani, per i quali i segni che suppliscono a carenze espressive sono del tutto diversi da quelli di un occidentale, e si rischia di creare incidenti diplomatici notevoli! Si incontra comunque gente di tutti i tipi e spesso sono persone interessanti con le quali si finisce a parlare di qualche tribù sconosciuta di cui quel tal musicista ha raccolto canti antichi di millenni, o dell’andamento del malconcio (e certo non è il solo) mercato musicale o editoriale.

Non avendo l’entusiasmo delle prime volte, questo terzo anno di fiera mi ha colpito solo per la varia umanità e per l’organizzazione tedesca puntuale. Poi qui e lì ho assistito a qualche showcase interessante alla sera, anche se niente di folgorante. Volendo proprio fare dei nomi, ho apprezzato il galiziano Xosé Manuel Budiño, il perfetto canto intonato a cappella di A Filetta per tre canzoni, LA-33 e il loro mambo rockeggiato (nonché il bel cantante, non me ne vogliate!), qualcosa del Magnifico e nuovamente Enzo Avitabile coi bottari, merito forse dell’amica produzione che era presente e che mi ha insegnato a ballare la tammuriata a suon di castagnole! Per essere una donna del Nord mi dicono che sono stata brava…

Dei tre chili abbondanti di cd che ho portato a casa ne ho ascoltati alcuni, ma per ora nemmeno lì ho molto da segnalare. E questo è il guaio di una fiera di tale portata: ti ritrovi in mano cose che non c’entrano per nulla con il genere di musica di cui ti occupi, il che potrebbe essere un bene anche se raramente sono belle scoperte. La frenesia di fine fiera poi è la mia preferita, quando centinaia tra artisti e manager più o meno improvvisati girano per stand di ogni tipo (scommetto che dopo quello in cui mi trovavo io, festival di musica folk, hanno visitato e mollato - giusto per non sbagliare - qualche cd anche allo stand per la sicurezza sulle strade).

Come in tutte le fiere di settore, dunque, il senso è “esserci a tutti i costi”, i risultati poi, si vedranno…

 

perchè?

Ho esitato a lungo - e per lungo intendo anni - a scrivere su un nuovo blog. All’epoca nella quale iniziammo a toccare queste incredibili possibilità espressive, in Italia era davvero poco diffusa la pratica di usare internet alla stregua di un diario personale dotato della privacy di una confidenza fatta al barista (non me ne vogliano ora i baristi). E so che questo è il principale motivo che ancora mi frena nell’espormi a occhi sconosciuti e spesso troppo, troppo frettolosi. Così cercherò di stare attenta nel raccontarvi le cose, parsimoniosa quanto basta.

Da qui il titolo del primo post. Dopo la breve digressione, mi chiedo “e allora perchè lo fai, questo bel blog?”. Scrivo da sempre e non ne posso fare a meno. In questo blog racconterò quello che accade nel mondo attorno a me e raccontandolo con i miei occhi e le mie parole che sono le sole che conosco, è la clausola. Datemi una bic, che si va.